La prima puntata (1° aprile 2019) della nostra inchiesta “Veneto Banka in Albania e crac bancari, Aron C. tira in ballo Intesa, Sga e loro presunte propaggini all’Est come la Tranzit, russo… americana” è stata seguita da due primi approfondimenti sulla premessa (“Veneto Banka e la via dei crac bancari tra Intesa, Sga, l’albanese Tranzit, Russia e Usa: reazioni” il 3 aprile e, quindi il 6 scorso “Isole Cayman e reazioni in Albania contro clienti ex Veneto Banka: Intesa e Sga contattate su Tranzit” (dettagli su Bankileaks.com il nuovo sito specifico dedicato dal network VicenzaPiù alla pubblicazione di fatti e documenti altrove non reperibili o difficilmente rintracciabili)

Il 14 aprile scorso, quindi, titolavamo “Veneto Banka Sh. A.: i clienti buoni e “cattivi” sballottati tra Veneto Banca in Lca, Intesa e Sga con destinazione tutta da capire” e ricordavamo di essere “in attesa di contatti con Intesa e Sga, a cui, dopo la prima richiesta del 5 aprile scorso, abbiamo rinnovato l’invito” mentre il 27 aprile sintetizzavamo così: “Veneto Banka ora in Intesa: suoi NPL a Lca, poi a Sga e Tranzit con firme by Intesa e Tranzit? Banca Centrale di Albania, Sga e Mef chiariscano“.

Mentre stiamo per inviare delle domande alla Banca Centrale albanese, dopo altre nostre verifiche, è dalla Procura di Tirana, per l’eco della nostra inchiesta sui mezzi locali e per l’interessamento di alcune presunte vittime di questa strana faccenda, che arrivano delle novità sintetizzabili in questo post di Sindikata Veneto Banka, una sorta di gruppo o associazione delle vittime della gestione rocambolesca, salvo chiarimenti che in Italia non arrivano, della controllata albanese di Montebelluna ora passata. Intesa Sanpaolo nell’ambito del famoso euro con cui comprò il buono delle due ex Popolari Venete.

Ebbene il post conferma quanto ci levammo riferito i nostri interlocutori e ciiè : “Veneto Banka sh.a. Albania! Da oggi inizia una nuova storia. Indagati dalla Procura Generale i direttori che hanno fatto la famosa fusione con Intesa Sanpaolo, gli NPL in Italia a Veneto Banca spa – LCA, poi trasferiti in SgA spa. Anche loro indagati! A presto con le buone nuove…“.

Ancora di più a questo punto sarebbe utile se non doveroso un qualche cenno di commento anche in Italia da parte di Sga e Intesa che continuano, invece, ad essere mute.-

La cosa ci stupisce di più per la statale SGA, che è controllata dal MEF e che tra l’altro gestisce e fa gestire, anche qui in maniera drammatica per centinaia di migliaia di quelli che Alfredo Belluco, presidente veneto e vice presidente nazionale di ConfederContribuenti definisce “112.000 debitori presunti per un totale di 18.9 miliardi“,  tutti gli NPL (Non Performing Loans alias, sempre per Belluco, che cita il copyright di Milena Zaggia, Nettare Per Ladri) che erano fissati come tali da Banca Popolare di VicenzaVeneto Banca in Lca al momento (il 26 giugno 2017) della cessione delle loro parti buone a Intesa.

A questa massa di Npl vanno aggiunti quelli che vengono retrocessi alle Lca da Intesache ha tempo fino al 2020 per “restituire” crediti inizialmente in bonis e poi deteriorati a suo giudizio e fino ad un importo complessivo di ben 3.7 miliardi di euro.

Tra gli Npl “originari” e quelli retrocessi o retrocedibili per ben 4 anni, rientrano i crediti più o meno in sofferenza dei clienti albanesi su cui stiamo cercando di sollevare il velo che copre i rapporti tra Veneto Banca in Lca, Veneto Banka Sh. A., Intesa Sanpaolo, Sga e Tranzit Sh.P.K., una società di recupero crediti con sede alle Cayman e che fa capo a una holding russoamericana, la NCH Capital.

A breve riprenderemo il “racconto” da cui si origina il caso e che abbiamo interrotto al gennaio 2018 per riferire delle novità sulla nostra inchiestante.

Articolo precedenteFOTONOTIZIA – Proseguono gli incontri istituzionali a Ca’ Farsetti
Articolo successivoAsili nido, pubblicate le graduatorie
Giovanni Coviello (nato l'8-12-1950) è il direttore responsabile di ViPiu.it, nata come testata cartacea VicenzaPiù il 25 febbraio 2006, poi cresciuta dal 2008 con la sua versione web, che ha integralmente sostituito quella cartacea dal 1° gennaio 2016, e che, da due anni, ha assunto la denominazione attuale, non connotata geograficamente, a significare che il quotidiano web indipendente si occupa di notizie e approfondimenti su Veneto (focus Vicenza), Nord est in genere, Lazio con focus su Roma istituzionale e storica, Riviera di Ulisse e Monti Aurunci, Italia e uno sguardo su Europa e mondo. Dopo un'iniziale esperienza da ingegnere elettronico come ricercatore volontario universitario a Roma (1976) e il servizio militare in Marina Militare come ufficiale di complemento (Accademia di Livorno, 1976-78) ha maturato varie esperienze di vertice, nazionali e internazionali, nel settore dell'informatica (1978-1993), ha ricoperto cariche in Confindustria Roma e Apindustria Vicenza, quindi si è occupato di marketing e gestione sportiva di vertice (volley femminile di A1 a Roma e Vicenza) anche da vice presidente della Lega di Pallavolo Femminile di serie A, è stato direttore editoriale di un inserto di marketing internazionale su Pc Week (Mondadori Informatica), collaboratore di Espansione (Mondadori), per poi concentrarsi direttamente dal 2008 sulle edizioni giornalistiche. È giornalista professionista, ha curato vari libri e pubblicato direttamente, tra questi, “Vicenza. La città sbancata”, “BPVi. Bugie Popolari Vicentine”, “BPVi. Risparmiatori ingannati. L’azione di (ir)responsabiltà”, “Roi, la fondazione demolita”.