L’aggressione russa all’Ucraina iniziata il 24 febbraio scorso ha cambiato improvvisamente le prospettive globali e il peso della guerra si fa sentire anche in Veneto. È questo il punto di partenza del “Bollettino socio-economico del Veneto – I principali dati congiunturali” pubblicato dall’Ufficio statistico che scatta una fotografia della regione alla luce del nuovo quadro internazionale.

PIL in Italia e in Veneto

Se il Documento di Economia e Finanza (DEF) 2022, il principale strumento della programmazione economico-finanziaria in Italia, fornisce una previsione tendenziale per il 2022 del Prodotto Interno Lordo italiano del 2,9% (era pari al 4,7% nella Nota di aggiornamento al DEF dello scorso settembre) le previsioni di fonte Prometeia sono più pessimiste. Per il 2022 si prospetta una crescita del PIL al +2,2%, cui è associato un aumento del PIL veneto del 2,4%. Anche per il Veneto è dunque prevista una decelerazione dopo la netta ripresa rispetto allo shock vissuto dal sistema economico nel 2020, ossia il +7,2% nel 2021.

Veneto
Credits: “Bollettino socio-economico del Veneto – I principali dati congiunturali” (aprile 2022), Ufficio statistico del Veneto

Consumi e investimenti in Veneto

Anche i consumi delle famiglie e gli investimenti fissi lordi in Veneto subiscono una brusca frenata: alla crescita rispettivamente del 4,7 % e del 17,5 % nel 2021, si contrappongono le nuove stime che prevedono un aumento per il 2022 rispettivamente del 2,2 e del 6,5 %. Bisogna attendere i prossimi mesi, invece, per capire le conseguenze delle recenti tensioni sui mercati delle materie prime dovute al conflitto in corso.

Istruzione in Veneto

Uno studio di Indire (Istituto nazionale di documentazione innovazione e ricerca educativa) identifica come “piccole scuole” le scuole primarie con meno di 125 alunni e le scuole secondarie di primo grado con meno di 75 alunni: in Veneto le piccole scuole sono 733 (653 primarie e 80 secondarie di primo grado). Complessivamente, il 26% degli alunni veneti dai 6 ai 10 anni frequenta una piccola scuola, così come il 3% degli alunni del ciclo successivo. Un aspetto che da sempre caratterizza le piccole scuole è il fenomeno delle pluriclassi, ossia classi con alunni iscritti ad anni di corso diversi. Se a livello internazionale sono sempre più il risultato di una scelta educativa, in Italia rispondono ad esigenze organizzative in contesti dove non è possibile attivare una classe omogenea.

Credits: “Bollettino socio-economico del Veneto – I principali dati congiunturali” (aprile 2022), Ufficio statistico del Veneto

Occupazione 

Segnale positivo invece per l’occupazione: nel 2021 i dati Istat mostrano una ripresa: crescono le occupate donne (+2,4% rispetto al 2020) e il tasso totale di disoccupazione regionale si attesta al 5,5 %. Si tratta però di un valore che deve essere letto insieme al dato sugli inattivi che seppur in diminuzione (-0,5% nel 2021 rispetto al 2020) può risentire ancora della crescita del 2019 (+7,1% la variazione 2021/2019).

Per quanto riguarda invece le assunzioni, secondo i numeri di Veneto Lavoro si registrano nel primo trimestre oltre 152 mila assunzioni (+45% rispetto al 2021 e +21% rispetto al 2020). Sono a +52 % sul 2021 le assunzioni a tempo indeterminato e +42 % quelle a tempo determinato, mentre quelle in apprendistato sono a +41 %. Vengono assunti in maggioranza italiani (70%), uomini (60%) e adulti per oltre la metà (un terzo i giovani). A trainare il bilancio occupazionale sono le province di Venezia e Verona grazie alla ripartenza del turismo. Le assunzioni nei soli servizi turistici sono a +273,7 % nel 2022 rispetto al 2021 e +73,4 % nei servizi.

Veneto
Credits: “Bollettino socio-economico del Veneto – I principali dati congiunturali” (aprile 2022), Ufficio statistico del Veneto

Esportazioni del Veneto

Le esportazioni nel 2021 in Veneto sono ripartite con valori superiori anche ai livelli pre-pandemia (+7,8% rispetto al 2019 e +16,7% sul 2020) con un ruolo di traino delle produzioni metallurgiche, ottica e apparecchiature meccaniche. I mercati di destinazione sono quello tedesco (13,9%), francese (11%) e statunitense (9,1%), mentre resta stabile il valore dell’export verso il Regno Unito (+0,8% rispetto al 2020).

Turismo e trasporti

Il 2021 è stato l’anno della ripresa del turismo con un +55,8 % delle presenze rispetto all’anno precedente (ma -28,9% rispetto al 2019). Sempre nel 2021 è ripartito il traffico di passeggeri nei porti e negli aeroporti veneti, ma restano lontani i livelli pre-pandemici. Gli aeroporti veneti chiudono il 2021 con 6,1 milioni di passeggeri movimentati (+42,1% rispetto al 2020 ma -66,8% rispetto al 2019). Per quanto riguarda invece il traffico merci cresce nel 2021 del 12,2 % sul 2020 ma è inferiore del 28,7 % rispetto al 2019.

Credits: “Bollettino socio-economico del Veneto – I principali dati congiunturali” (aprile 2022), Ufficio statistico del Veneto

Settore vitivinicolo

Si conferma il ruolo di protagonista del Veneto nel settore vitivinicolo, con oltre 95 mila ettari di vigneto nel 2021(14% della superficie nazionale). In testa ci sono le province di Treviso (43% della superficie) e Verona (30%). Dopo la contrazione del 2020, lo scorso anno è tornato a crescere l’export con un valore di quasi 2,5 miliardi di euro (+11,1% sul 2020 e +7,9% sul 2019).

Nascite

Segno meno per quanto riguarda le nascite in Veneto dove si è registrato un -5,1 % rispetto al biennio precedente. Il record negativo è del 2020 che ha segnato rispetto al 2019 un -3,6 % a livello nazionale e -2,6 % in Veneto. Tra le cause c’è un fattore strutturale per tutto il paese, cioè la diminuzione delle donne in età feconda: in Veneto tra il 2008 e il 2020 sono diminuite di 159 mila unità. Scende ancora il numero medio dei figli a donna in Veneto: da 1,46 del 2008 a 1,28 del 2020, la stima per il 2021 è di 1,29 contro una media nazionale di 1,25. Anche la Pandemia ha certamente influito su questo biennio nero.

Credits: “Bollettino socio-economico del Veneto – I principali dati congiunturali” (aprile 2022), Ufficio statistico del Veneto