Il Castello di Montorio Veronese, una perla medioevale a pochi km da Verona

Il Castello di Montorio Veronese visto dal parco interno. Foto: Marta Cardini
Il Castello di Montorio Veronese visto dal parco interno. Foto: Marta Cardini

Appena fuori dalla città di Verona, a nord-est della città, risalendo una collina si trova il Castello di Montorio Veronese. La costruzione è anche a pochi chilometri da Soave , che è appena stata scelta come Borgo dei Borghi 2022 dalla trasmissione RAI Kilimangiaro. Il Castello di Montorio è origine medioevale e, successivamente, nell’Ottocento allo stesso vi è stata annessa una grande batteria, che la fece entrare a far parte così nuovamente dell’imponente sistema difensivo di Verona.

Già prima di entrare dal portone principale, il castello lascia senza fiato per la sua bellezza. Dopo essere entrati, ci si trova in grande parco, dove spesso si tengono eventi o manifestazioni con bancarelle.

esterno castello montorio
L’esterno del Castello di Montorio. Foto: Marta Cardini

Il Castello sorge sulla dorsale “Preafitta” tra la Valpantena e la Val Squaranto. Ai suoi piedi si trova l’antico borgo di Montorio, noto per le sorgive e per l’archeologia industriale.

La storia del Castello di Montorio

Il castello di Montorio include nel suo insieme i resti del castrum medievale, il cui impianto risale al X secolo, su preesistenze romane. Fu poi compiuto nel secondo decennio del XII secolo. Successivamente, durante il riassetto scaligero (seconda metà del XIV secolo), fu rafforzato e ampliato con l’aggiunta della bastia. Alla trasformazione ottocentesca è attribuita la demolizione e la manomissione di gran parte delle preesistenze medievali.

In epoca veneta il castello venne progressivamente abbandonato e già nel XVIII secolo si presentava diroccato e quasi allo stato di rudere. Gli imponenti resti del castello medievale si ergono sul colle di Montorio, dominando la pianura circostante e fissando nel paesaggio un suggestivo riferimento prospettico.

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Il panorama visibile salendo il colle Montorio. Foto: Marta Cardini

La prima testimonianza scritta narra della donazione del castello all’arcivescovo di Verona da parte dell’imperatore Ottone III nel 995 ed in seguito dato come feudo alla famiglia Crescenzi. Nel XII secolo il castello sembrava essere il perno di un complesso fortificato a protezione della zona di pianura sotto Verona. Nel 1228 il maniero rientra tra i 29 castelli di proprietà del comune di Verona con guarnigione e Capitano.

Il periodo scaligero

Nel periodo scaligero diventa la sede prediletta da Cangrande della Scala che la restaurò e ne rafforzò le difese dopo che i segni di varie guerre, fra cui quella degli Scaligeri con i Carraresi di Padova nel 1313, l’avevano gravemente danneggiato.

Durante la dominazione viscontea e veneziana rimane un luogo strategico finò ad un lento declino, con la cessione a privati cittadini della bastia e dei terreni adiacenti, assumendo la fisionomia di una villa, pur conservando ancora nel ‘700 le sue nove torri, l’imponente mastio alto oltre 30 metri, una chiesa ed un pozzo per l’acqua.

retro castello
Una parte del retro delle mura del castello visibile salendo un sentiero. Foto: Marta Cardini

Fra il 1860 e il 1866 il castello venne convertito dagli austriaci a fortezza e preposto con altre cinque costruzioni alla difesa del perimetro cittadino. Dell’antico castello vennero demolite ampie parti, fra cui due delle torri rimaste, per fare posto al nuovo progetto che prevedeva la costruzione di una grande batteria chiusa a pianta irregolare che ospitava 35 cannoni e si sviluppava attorno ai resti del castello, parte dei quali furono rinforzati ed adattati ad ospitare servizi logistici e truppe.

Sul mastio venne installato, demolendo la terrazza merlata, un osservatorio. Nell’utilizzo di pietre non squadrate e mattoni di cotto, probabilmente recuperati sul posto, si può vedere un tentativo di imitazione delle mura del castello, secondo i canoni di restauro allora in voga.

Il Laghetto Squarà

Per concludere la visita è possibile scendere dalla collina e visitare la cittadina di Montorio, con la sua chiesa caratteristica e il Laghetto Squarà (laghetto squadrato) proprio vicino alla chiesa. Si tratta di un laghetto artificiale di origine romana creato come bacino di raccolta di acque sorgive utilizzate per alimentare un acquedotto che portava l’acqua alla città. La costruzione di questi manufatti è contemporanea alla fondazione di Verona romana e cioè databile al II-I secolo a. C. Dell’acquedotto rimangono tracce ancor oggi lungo il percorso del Fiumicello.

laghetto squarà
Il Laghetto Squarà nei pressi della chiesa di Montorio Veronese. Foto: Marta Cardini

Alcuni studiosi fanno derivare il nome Squarà dal tardo latino squadratum, ossia quadrilatero. In origine il bacino aveva infatti questa forma che fu ottenuta sbarrando a Sud il deflusso naturale delle acque con un grosso muro d’argine, di cui esiste tutt’ora il basamento in pietra, e ad Ovest con una piccola  diga munita di chiuse per la regolazione del bacino. Il laghetto è continuamente meta di passanti che, affascinati dalla scenografia e allietati dalla frescura che vi regna anche nelle giornate di caldo afoso, vi sostano per godersi qualche momento di relax.