Difficile svuotare gli occhi e il cuore della bellezza di Lecce. È tempo, però, di lasciare spazio a nuove bellezze salentine perché, sebbene ogni cosa sia indimenticabile a modo suo, va detto che in Puglia non mancano affatto altre occasioni di godersi il cammino. La meta finale della tappa di oggi è la città di Brindisi, che raggiungeremo dopo aver attraversato il paesino di Torchiarolo e incontrato le meraviglie storiche lungo il cammino tra le città.

L’Abbazia di Santa Maria di Cerrate

Camminare per il torrido paesaggio pugliese, scandito da ettari ed ettari di uliveti, non lascia molto spazio a idee di imboccare deviazioni da percorrere sotto il solo cocente. Chi però più di noi, che abbiamo il privilegio di godere delle bellezze della via Francigena senza dare in cambio la fatica dei nostri piedi e delle nostre gambe, può permettersi una piccola deviazione verso un paesino che si trova a pochi chilometri dalla strada principale?

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L’interno dell’Abbazia (foto FB: Lido Marini home)

L’Abbazia di Santa Maria di Cerrate, fondata alla fine del XII secolo, fu un monastero di rito bizantino, sebbene l’architettura richiami il romanico normanno. La leggenda della sua fondazione racconta che Tancredi d’Altavilla, conte di Lecce, avrebbe avuto una visione della Madonna durante una battuta di caccia, e su quello stesso luogo avrebbe fatto erigere il monastero. Leggende a parte, a farla fiorire furono soprattutto i monaci orientali, che approdarono in Puglia a causa delle persecuzioni iconoclaste. Cadde in rovina dopo il sacco turco del 1711.

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La facciata dell’Abbazia (foto: WikiMedia Commons)

Conci di pietra bianca leccese formano la facciata a salienti. Il portone presenta ai lati motivi floreali, mentre sulla sommità è raffigurato episodio della natività di Gesù, incorniciato dai rilievi dell’Annunciazione, con le sagome della Madonna e dell’Arcangelo Gabriele. L’esterno si conclude con uno splendido chiostro sul lato sinistro della facciata.

L’interno dell’Abbazia è vivacemente decorato con le immagini affrescate di ben cinquanta santi, di epoca probabilmente successiva alla costruzione della chiesa stessa. La parete destra presenta una bizzarra particolarità. Il muro si compone di una serie di mattoni affrescati, disposti però in ordine casuale, suggerendo che la parete dovette crollare, per essere quindi ricostruita senza prestare attenzione alla disposizione degli affreschi.

Torchiarolo e l’antica città di Valesio

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(foto FB: Parrocchia Maria SS Assunta – Torchiarolo)

Prima di incamminarsi per Brindisi, il percorso della Francigena del Sud prevede una sosta nel paesino di Torchiarolo, che segna il confine con la provincia di Lecce. Il fiore all’occhiello della cittadina è l’antica Valesio (foto in copertina), un antichissimo centro di origine messapica che si trova poco più a nord dell’abitato di Torchiarolo.

L’antica città presentava grandi mura monolitiche di epoca messapica; quello che oggi è un torrente dal nome piuttosto bizzarro, “’Nfocaciucci”, all’epoca garantiva un collegamento con il mare. Del resto, Valesio dovette rivestire una certa importanza, anche per la sua posizione a metà strada tre Lupiae e Brundisium, le antiche Lecce e Brindisi. Le tracce più importanti della presenza romana sono le installazioni termali discretamente conservate in tutti e tre gli ambienti principali. Non si sa con certezza quali furono le sorti di questa città, che probabilmente cadde in rovina in seguito al sacco del re normanno Guglielmo il Malo nell’anno 1157.