Costruita per celebrare la gloria della famiglia Pisani e, in particolare, la recente elezione a doge di Alvise Pisani nel 1735, Villa Pisani a Stra è la “villa delle ville” sulla Riviera del Brenta. Luogo ameno e residenza di rappresentanza, Villa Pisani è stata oggetto di diversi passaggi di proprietà. Nel 1807 l’intero complesso fu acquistato da Napoleone I che lo regalò al Viceré d’Italia Eugenio di Beauharnais, mentre nel 1814 subentrarono gli austriaci. Nel 1866, quando Venezia si unì al Regno di Italia, Vittorio Emanuele II vi soggiornò per un breve periodo. Dal 1884 è un Museo Nazionale.

All’avvicendarsi di famiglie e proprietari corrisponde il soggiornare in villa di personaggi impressi nella storia che hanno ispirato il nome attribuito oggi alle stanze della villa (attualmente se ne visitano 31, ma in totale sono più di 100). Camminiamo allora metaforicamente nella Villa attraverso i suoi ospiti.

La “Camera di Napoleone” ospitò l’Imperatore nelle notti del 28 novembre e 13 dicembre 1807. I monocromi sulle pareti raffigurano alcuni episodi della storia di Amore e Psiche e il letto a baldacchino culmina con la figura di Amore e Cupido. Di Napoleone conserva memoria anche la stanza dei bambini e lo studio impero o di Eugenio di Beauharnais. Per quanto riguarda la stanza dei bambini, Joséphine ricevette da Napoleone il titolo di principessina di Bologna e, in seguito alle nozze con Oscar I Berbadotte, divenne regina di Svezia (1823).

Fra i discendenti si annoverano gli attuali sovrani di Svezia, Norvegia, Danimarca, Belgio e Granducato di Lussemburgo. Osservando invece lo studio che per Napoleone era luogo riservato all’intimità, la tappezzeria di lampasso azzurro che riveste le pareti risale molto probabilmente all’epoca fascista ed è stata realizzata a imitazione di un originale tessuto di stile Impero. Nel 1934 infatti, venne modificato l’allestimento dell’intero appartamento vicereale per sistemarlo in modo adeguato ad ospitare l’incontro tra Hitler e Mussolini.

 

Villa Pisani
Villa Pisani, camera di Napoleone
Villa Pisani, Studio

Dopo la caduta del dominio austro-ungarico, nel 1866, i nuovi sovrani del regno d’Italia si insediarono infatti nei palazzi reali appartenuti alle precedenti monarchie. In particolare, a Villa Pisani, fu allestita una stanza per ospitare Vittorio Emanuele II, utilizzando arredi di epoca precedente. I Savoia infatti non vollero impiegare risorse economiche per adeguare gli appartamenti al nuovo gusto: era loro intenzione vendere la villa al più presto. Accadde però che l’offerta di vendita non trovasse nessun acquirente e per non deprezzare l’immobile la famiglia stabilì di darlo in affitto. Ebbero così inizio le vicissitudini che determinarono il progressivo impoverimento di Villa Pisani.

Anche i letterati furono ispirati dalla villa. La sala della botanica – oggi confluita in quella della musica – raccoglieva una serie di quadri con acquerelli che riproducevano modelli
botanici di fiori e piante, tratti dai repertori di erbari, opera di un ignoto maestro
settecentesco. A questi fiori è legata la memoria letteraria di Gabriele D’Annunzio che, suggestionato dal fascino di Villa Pisani, vi ambientò un passo del romanzo “La Leda senza cigno”. La villa è stata inoltre usata da Pier Paolo Pasolini, nel 1969, per le riprese del film “Porcile”.

Il vero gioiello della villa è tuttavia la Sala da ballo il cui soffitto è affrescato da Giambattista Tiepolo. Questo ambiente, al quale si accede tramite due maestosi cancelli, è costituito da uno spazio a doppia altezza diviso da un ballatoio che aveva la funzione di ospitare l’orchestra.

Chiamato ad esibire il ruolo politico e sociale di questa importante casata veneziana, tra il 1761 e il 1762, in sole 76 giornate di lavoro, Tiepolo diede vita ad una cortese e contenuta allegoria della famiglia Pisani. Il committente Ermolao III Alvise detto Luigi Pisani (1701-1767), Procuratore di San Marco, viene ritratto nell’affresco accanto ai suoi figli e accompagnato dalle Virtù e da una moltitudine di personaggi allegorici. Nello scambio di sguardi tra l’Italia, con la corona in capo, Venezia e l’Europa, gli studiosi hanno voluto riconoscere il significato dell’opera: Venezia si pone come mediatrice tra l’Italia e l’Europa, e la famiglia Pisani esprime la volontà di assumere un ruolo determinante nel futuro politico dello stato veneziano.

Villa Pisani, Sala da Ballo

Per concludere la nostra metaforica passeggiata, uscendo dalla villa ci si imbatte in un parco di quasi 11 ettari, con un perimetro esterno di circa 1.500 metri. Ideato nella prima metà del Settecento dall’architetto padovano Girolamo Frigimelica de’ Roberti, il parco si configura come un perfetto connubio tra la concezione spaziale del barocco francese e la tradizione del giardino all’italiana. Attrazione principale, un tempo come oggi, il labirinto, costituito da nove anelli concentrici di siepi di bosso, interrotti qua e là per rendere più difficile e divertente la ricerca dell’unica via che conduce alla torretta centrale. Sempre d’Annunzio ne rimase affascinato e lo citò in un passo del romanzo “Il fuoco”. Vincitore del Premio “il Parco più bello d’Italia” nel 2008, è stato la location del videoclip della canzone “Simili” di Laura Pausini nel 2015. Il consiglio è quindi quello di lasciarsi stregare dalla terraferma veneziana e da Villa Pisani.