
Due ordini del giorno collegano sicurezza, prevenzione educativa e responsabilità delle famiglie dopo i disordini del 3 ottobre nel centro cittadino.
Un nucleo specializzato della Polizia locale per seguire le informazioni pubbliche diffuse sui social network e un piano comunale contro la violenza giovanile a Vicenza. Sono le due proposte depositate per il Consiglio comunale dal capogruppo di Fratelli d’Italia Nicolò Naclerio insieme agli altri consiglieri del gruppo, nell’ambito del dibattito sui fatti del 3 ottobre. L’iniziativa richiama il ruolo istituzionale della rappresentanza consiliare di Naclerio e parte dal raduno organizzato online che ha richiamato centinaia di ragazzi, con tensioni e danneggiamenti.
Il primo documento chiede di valutare una struttura interna alla Polizia locale formata per monitorare esclusivamente contenuti pubblicamente accessibili, nel rispetto della normativa. L’obiettivo dichiarato è intercettare in anticipo raduni improvvisi e situazioni potenzialmente critiche. La proposta comprende procedure coordinate con Prefettura, Questura e forze dell’ordine, formazione specifica per gli agenti e un rafforzamento dei servizi nei parchi, nelle piazze e nelle aree di aggregazione. Il tema riprende un confronto già aperto sulle baby gang e la prevenzione nelle scuole di Vicenza.
Violenza giovanile a Vicenza, il patto con famiglie e scuole
Il secondo ordine del giorno sposta l’attenzione sul versante sociale. FdI propone un piano comunale che coinvolga scuole, famiglie, servizi sociali, associazioni e forze dell’ordine, con percorsi educativi rivolti ai minori protagonisti di bullismo, intimidazioni o comportamenti penalmente rilevanti. Il fulcro sarebbe un “Patto genitoriale”, con impegni concreti e verificabili concordati tra servizi e nuclei familiari.
Tra i punti più delicati compare la verifica della possibilità di sospendere o non rinnovare alcuni benefici comunali non essenziali quando i genitori rifiutino senza giustificazione di collaborare ai percorsi educativi. La proposta prende spunto da un’iniziativa annunciata a Legnago e precisa che le prestazioni essenziali dovrebbero restare garantite. Vengono inoltre chiesti un tavolo permanente, iniziative di educazione alla legalità e all’uso consapevole dei social, oltre a strumenti per individuare precocemente disagio ed emulazione.
I due testi sono firmati anche da Marco Zocca, Giorgio Conte, Michele Dalla Negra, Stefano Notarangelo, Francesco Saoncella, Francesco Rucco, Jacopo Maltauro, Valeria Porelli, Ivan Danchielli, Valerio Sorrentino e Liliana Zocca. Il voto dirà se le proposte troveranno una convergenza e con quali garanzie operative e giuridiche.


































