
Ne avevamo parlato un mese fa: lo scorso 18 settembre le minoranze in Consiglio comunale – Impegno per Vicenza, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Idea Vicenza – avevano dato avvio a una raccolta firme utile a chiedere la revoca della delega alla Mobilità dell’Assessore Cristiano Spiller, in un Corso San Felice deserto.
Questa mattina la petizione corredata da 915 firme raccolte in un solo mese – 442 online e 472 firmate su carta – è stata consegnata per il protocollo all’ufficio preposto a Palazzo Trissino da Nicolò Naclerio, Marco Zocca, Michele Dalla Negra e Stefano Notarangelo, che hanno precisato non si tratti di una mossa personale nei confronti di Spiller, ma un gesto nato dall’insieme di alcuni «errori commessi».
«Mi sembra che questo sia un dato politico importante, in particolare riguardo alla viabilità in Corso San Felice, dato che dopo la manifestazione nessuno ha dato una risposta alle oltre 250 persone scese in strada» ha esordito Nicolò Naclerio, capogruppo FdI in Consiglio, ricordando che le modifiche urbanistiche decise nella via hanno portato a conseguenze critiche in tutta la zona del Quadrilatero.

Scelte di Spiller ritenute costose per i cittadini
Le firme non sono solamente di residenti e commercianti di Corso San Felice, perché secondo la minoranza le scelte dell’assessore si ripercuotono in diversi punti della città.
«In questi tre anni il suo operato è costato molto in termini economici alle casse del Comune e di conseguenza alle tasche dei cittadini» chiosa Marco Zocca, capogruppo FI e consigliere provinciale. L’elenco di Zocca comincia da viale Roma: finiti i lavori nel maggio scorso per un valore di 2,1 milioni, per dare alla città la sua promenade, SVT avrebbe chiesto al Comune un regolare certificato di percorribilità.
Secondo Zocca, però, due anni fa SVT aveva già posto il problema che due bus non sarebbero riusciti a passare contemporaneamente. Morale: 190mila euro aggiuntivi per “smussare” il cordolo a ovest nell’immissione dalla rotatoria della Stazione.
Cronaca è anche il fatto che nel giugno del 2023 il neoeletto sindaco Possamai ha sospeso il progetto ereditato dalla precedente giunta per la pedonalizzazione di piazzale De Gasperi, per poi riavviare i cantieri a giugno 2026, senza apportare modifiche (a parte l’esclusione di Viacqua dal conto), ma con una spesa maggiorata di 300mila euro. Strettamente legata è la questione di Corso San Felice, di cui abbiamo parlato anche oggi, dove le modifiche alla viabilità avrebbero prodotto ingorghi da viale Mazzini fino alla Stazione.
C’è poi la vicenda del Ponte di Debba, bloccato da Cristiano Spiller e ripreso dopo la nomina di Zocca a consigliere provinciale, con 1,2 milioni di euro in più da spendere. Le critiche passano anche dalla gestione della sosta che, nonostante il cambio di gestore, non sembrerebbe funzionare, date le problematiche, per esempio, nel pagamento con il pos.
La mancanza di dialogo
I gruppi di minoranza focalizzano l’attenzione anche su un altro problema: la mancanza di dialogo rispetto alle esigenze dei cittadini. «Ripartire le deleghe significherebbe ammettere le colpe, nonostante in Giunta vi siano già evidenti tensioni» sottolinea Michele Dalla Negra (Lega).
Stefano Notarangelo (Impegno per Vicenza) aggiunge che non è sufficiente il principio di mobilità lenta per giustificare una delega urbanistica: «In Consiglio spesso anziché presentare dati o contenuti si tende a giustificare e questo non fa bene alla città e ai cittadini. Inoltre, noi come minoranza facciamo spesso proposte che non vengono ascoltate, manca il concetto di collaborazione».
Secondo la minoranza serve dunque un ragionamento da parte del sindaco sulla questione urbanistica a Vicenza. Le prossime mosse? Intanto la prossima settimana i gruppi di minoranza incontreranno i residenti di Corso Padova, anch’essi privi di informazioni in merito al BRT che dovrà passare sotto le loro case.








































