
Domenica delle Palme a Vicenza con il vescovo Giuliano Brugnotto tra processione e silenzio. Forte il richiamo alla vicinanza ai cristiani della Terra Santa segnati dalla guerra (qui il link all’introduzione completa che il vescovo Giuliano Brugnotto ha proposto stamattina).
Domenica delle Palme a Vicenza tra processione e richiamo alla pace
Domenica delle Palme vissuta a Vicenza con un forte richiamo alla pace e alla solidarietà verso i cristiani del Medio Oriente. La celebrazione, presieduta dal vescovo Giuliano Brugnotto, è iniziata nella chiesa di San Gaetano in corso Palladio, per poi proseguire in processione attraverso il centro storico fino alla cattedrale di Santa Maria Annunciata.

Nel suo intervento introduttivo, il vescovo ha sottolineato come questa Domenica delle Palme assuma un significato particolare alla luce dei conflitti che attraversano la Terra Santa e l’intero Medio Oriente. «Ci uniamo spiritualmente ai cristiani di Gerusalemme, di Gaza, del Libano e di tante altre terre ferite», ha ricordato Brugnotto, invitando la comunità vicentina a vivere la celebrazione con uno sguardo aperto alle sofferenze di quelle popolazioni.
Un passaggio significativo della celebrazione è stata la scelta di non pronunciare l’omelia. Una decisione voluta dallo stesso vescovo affinché il Vangelo della Passione secondo Matteo potesse essere meditato personalmente dai fedeli, lasciando spazio a una riflessione più intima e profonda.
Il silenzio, proposto durante la liturgia, è diventato così un segno concreto di comunione con le comunità cristiane colpite dalla guerra. Non un’assenza, ma una presenza condivisa, capace di trasformarsi in preghiera e speranza.
La Domenica delle Palme a Vicenza si è quindi caratterizzata non solo per il tradizionale momento processionale, ma anche per un messaggio forte e attuale: la necessità di mantenere viva l’attenzione verso chi vive situazioni di conflitto, facendo della fede uno strumento di vicinanza e responsabilità.
In un contesto internazionale segnato da tensioni e violenze, la celebrazione ha assunto così il valore di un invito alla consapevolezza e alla partecipazione, affinché la Pasqua possa essere vissuta come tempo di rinnovamento non solo personale, ma anche comunitario e universale.





































