
La Banca delle Terre Venete chiude il 2025 con un utile netto di 41,6 milioni di euro, confermando solidità patrimoniale e sostegno all’economia locale. Crescono finanziamenti, raccolta e numero dei soci nel quinto esercizio dalla nascita.
Banca delle Terre Venete approva il bilancio 2025 e guarda al nuovo piano strategico
La Banca delle Terre Venete ha approvato all’unanimità il bilancio d’esercizio 2025, il quinto dalla nascita dell’istituto avvenuta nel 2020 (qui quello del 2024). L’assemblea ordinaria dei soci, che si è svolta tra Vicenza e Treviso alla presenza di circa mille socie e soci, ha confermato un quadro di forte solidità patrimoniale e di sostegno concreto all’economia del territorio.
Il bilancio si chiude con un utile netto di 41,6 milioni di euro e un margine di intermediazione pari a 111,7 milioni, in lieve calo rispetto ai 120,4 milioni dell’anno precedente. A incidere è stata soprattutto la contrazione del margine di interesse, sceso da 89,7 a 80 milioni di euro, effetto della riduzione generalizzata dei tassi di interesse dopo gli interventi della Banca Centrale Europea.
Resta invece molto forte la struttura patrimoniale dell’istituto. Il CET1 ratio si attesta al 34,88%, mentre il Total Capital ratio raggiunge il 35,7%, valori che collocano la banca ai vertici del sistema bancario nazionale per sicurezza e stabilità.
Particolarmente significativo il dato sui finanziamenti alla clientela, arrivati a 2 miliardi di euro, con una crescita del 6,9% rispetto al 2024. Nel corso dell’anno la banca ha erogato nuovi finanziamenti a famiglie e imprese locali per oltre 480 milioni di euro, segnando un incremento del 10,8%.
Positivi anche gli indicatori della qualità del credito. Il rapporto tra crediti deteriorati e totale crediti è sceso al 2,3%, mentre il livello di copertura dei crediti problematici ha raggiunto il 79,1%, ben oltre la media del sistema bancario.
La raccolta complessiva è cresciuta del 6,8%, superando i 5 miliardi di euro, mentre il prodotto bancario lordo ha oltrepassato i 7 miliardi, con un aumento di 440 milioni in un solo anno.
Dal 2020 al 2025 la Banca delle Terre Venete ha consolidato la propria presenza con 56 sportelli e un territorio di riferimento salito a 140 Comuni. La compagine sociale ha superato per la prima volta quota 15 mila soci.
Importante anche il sostegno diretto alla comunità: nel 2025 sono stati erogati oltre 2,24 milioni di euro tra contributi e sponsorizzazioni per 756 iniziative culturali, sociali e ambientali, a cui si aggiunge circa un milione destinato alla mutualità diretta per i soci.
«I numeri dimostrano la validità e l’efficienza del nostro modello – ha dichiarato il direttore generale Eugenio Adamo –. Questo significa fare concretamente banca di credito cooperativo: trasformare la nostra stabilità finanziaria in un motore di sviluppo per l’economia reale».
Per il presidente Gianfranco Sasso, il bilancio certifica il successo della sfida avviata nel 2020: «Guardiamo ora alle nuove frontiere tecnologiche, inclusa l’intelligenza artificiale, per continuare a offrire risposte moderne alle esigenze delle nostre comunità».
Proprio in questa prospettiva sono state presentate le linee guida del nuovo Piano Strategico 2026-2028, con l’obiettivo di continuare a crescere mantenendo equilibrio tra innovazione e relazione con il territorio.






























