Tribunale di Bassano: dodici sindaci dell’Alto Vicentino firmano una lettera contro la riapertura

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Tribunale di Bassano della Pedemontana Veneta il sostegno di Zaia
Tribunale della Pedemontana Veneta

Dodici comuni della provincia di Vicenza hanno espresso ufficialmente la loro totale contrarietà alla riattivazione del tribunale della Pedemontana a Bassano del Grappa, ritenendo che l’operazione rischi di indebolire l’intero sistema giudiziario locale.

La netta presa di posizione arriva dai sindaci di Thiene, Breganze, Caltrano, Carrè, Chiuppano, Fara, Lugo, Montecchio Precalcino, Sandrigo, Sarcedo, Zanè e Zugliano, pronti a fare fronte comune per evitare lo smembramento dell’attuale circoscrizione giudiziaria.

In una lettera sottoscritta dai primi cittadini dell’Alto Vicentino, viene evidenziato come il progetto di riapertura della sede bassanese comporti una frammentazione delle risorse a danno dei tribunali di Vicenza, Padova e Treviso. I firmatari ricordano che l’iniziativa ha già ricevuto forti critiche tecniche da parte degli operatori del settore, soprattutto in un’epoca caratterizzata dalla digitalizzazione e dal processo telematico, contesti in cui la vicinanza fisica agli uffici passa in secondo piano rispetto all’esigenza di celerità ed efficienza delle sentenze.

Le preoccupazioni dei sindaci si concentrano sulla gestione del personale, considerando che il Consiglio superiore della magistratura ha già inserito il tribunale berico tra le sedi disagiate a causa delle gravi carenze in organico.

L’istituzione di una nuova struttura comporterebbe un ulteriore drenaggio di magistrati e dipendenti dalle sedi limitrofe, oltre a generare ingenti costi pubblici immotivati. La prossimità geografica, secondo i promotori della protesta, è attualmente garantita e il passaggio a Bassano risulterebbe persino penalizzante per i collegamenti di alcune comunità.

I rappresentanti del territorio chiedono quindi un passo indietro istituzionale, auspicando che le logiche elettorali o di campanile vengano superate a favore della qualità dei servizi per cittadini e imprese. Nell’ipotesi in cui il disegno di legge dovesse comunque essere approvato, i dodici sindaci avanzano la richiesta formale di esclusione dal nuovo circondario della Pedemontana, pretendendo il mantenimento dei propri territori all’interno della competenza del tribunale di Vicenza.