
“Bisogna evitare che il Disegno di Legge sul recupero crediti includa i consumatori e i rapporti tra privati e imprese”. Lo hanno detto nel corso di un recente incontro a Padova sul tema Patrizio Miatello, presidente del Comitato Tascamia e dell’Associazione Ezzelino III da Onara, e Milena Zaggia, vicepresidente del Movimento Risparmiatori Traditi.
Un impegno che è contenuto nel subemendamento presentato da Erika Stefani, senatrice vicentina della Lega e prima firmataria del Ddl 978 “Modifiche al codice di procedura civile in materia di procedimento sommario per l’effettiva realizzazione del credito”.
Il Disegno di Legge introduce una potenziale rivoluzione nel sistema di recupero crediti in Italia: rendendo l’avvocato del creditore responsabile dell’intimazione al pagamento, si punta a decongestionare i tribunali civili e velocizzare le tempistiche di riscossione. Una eventuale riforma che divide tra favorevoli e contrari.
A Padova se n’è discusso nel corso di una iniziativa organizzata dal vicpresidente di Sacra Casa Sacra Famiglia, Alfredo Belluco. “Dal dibattito in sala – spiegano i due referenti dei risparmiatori – sono emerse forti e legittime preoccupazioni del pubblico presente in relazione al testo originario del Ddl 978, e in particolare per i ‘pignoramenti lampo’ dell’avvocato del creditore con scudo penale e senza attivare un giudice. Ma anche per il rischio di esporre i privati a intimazioni esecutive dirette senza il filtro preventivo dell’autorità giudiziaria, già approvato nell’iter iniziale in commissione Giustizia al Senato”.
I rappresentanti delle associazioni hanno dunque fatto chiarezza sullo stato dell’arte del provvedimento, evidenziando come l’azione di salvaguardia legislativa sia il risultato diretto della pressione esercitata sul territorio con varie manifestazioni e una raccolta firme depositate insieme a un documento in 16 punti presso la Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul Sistema Bancario a: “Al punto 13 chiediamo proiprio la modifica strutturale del Ddl 978”, precisa Miatello.
Ancora nel corso dell’incontro a Padova, è stato illustrato il testo del subemendamento della senatrice Erika Stefani, “mirato – hanno chiarito i rappresentanti dei risparmiatori colpiti dal crac delle banche venete – a escludere categoricamente i consumatori e i rapporti tra privati e imprese dal perimetro della norma, circoscrivendone l’eventuale applicazione ai soli rapporti commerciali B2B, ovvero tra aziende”.
Una modifica che metterebbe in sicurezza milioni di cittadini italiani, “blindando la sacralità della prima casa e tutelando i soggetti vulnerabili colpiti da morosità incolpevole – hanno chiarito Miatello e Zaggia –.
A questa fondamentale garanzia si affiancano le costruttive interlocuzioni con gli altri parlamentari di maggioranza della Commissione Giustizia, tra cui i senatori Pierantonio Zanettin, Alberto Balboni e Salvatore Sallemi, che del Disegno di Legge sul recupero crediti è relatore. Questi – aggiungono i due rappresentanti dei risparmiatori – hanno manifestato la ferma intenzione di procedere a una profonda riflessione sul provvedimento, impegnandosi a non votare il testo nella sua formulazione iniziale e a blindare i diritti dei consumatori attraverso i correttivi tecnici depositati”.
Patrizio Miatello e Milena Zaggia, hanno concluso i loro interventi all’incontro di Padova sulla riforma del recupero crediti assicurando che proseguirà il loro monitor in totale autonomia sull’evoluzione dell’iter in Commissione Giustizia.







































