
“Lavori pubblici di Vicenza? Il sindaco Possamai naviga a vista”. Il commento caustico è dei capigruppo di minoranza del Consiglio comunale di Vicenza Michele Dalla Negra, Nicolò Naclerio, Marco Zocca e Stefano Notarangelo.
La considerazione arriva nel momento in cui, come affermano dalla minoranza di centrodestra, sono “terminati gli oltre 70 progetti per circa 60 milioni di euro che l’amministrazione Rucco aveva lasciato in eredità all’attuale amministrazione”.
Possamai viene, in maniera sprezzante, definito “prestigiatore della politichetta” e accusato di aver messo il cappello, il proprio, su “cantieri altrui”, oltre che su iniziative private, “vedi area ex Zenith, cinema Corso e Roma, Palazzo Magrè Angaran”.
I commenti dei capigruppo di minoranza contiene una serie di rinfacci al primo cittadino, come nel caso del villaggio Giuliano di Campedello, dove di recente l’amministrazione ha svelato una targa commemorativa, ma dal quale arrivano segnalazioni di degrado e di abbandono istituzionale (leggi qui).
In tema di lavori pubblici, il giudizio dei consiglieri comunali di Vicenza su Possamai e i suoi è netto: “Su temi fondamentali legati all’accessibilità e alla vivibilità di zone particolarmente sensibili il cui abbandono porta insicurezza, microcriminalità, riduzione del decoro urbano e perdita di valore degli immobili residenziali, sono privi di una visione strategica“.
In particolare – aggiungono dall’opposizione – su due temi molto sensibili per l’opinione pubblica: commercio e mobilità: “Se si vogliono continuare a far vivere le attività di prossimità, la mobilità privata è ineliminabile. Una indicazione chiara e, se vogliamo banale, che però l’attuale amministrazione, arroccata nella presunzione delle proprie convinzioni, contagiata dal parossismo dell’assessore Spiller verso tutto ciò che è velocipede, ignora bellamente”.
Infine, il giudizio sulla visione politica dell’attuale amministrazione comunale di Vicenza sul Bus Rapid Transit, una vicenda che “è la cartina al tornasole” dell’atteggiamento del governo cittadino “con le istanze e le legittime richieste dei residenti e dei commercianti di San Felice che rimangono tutt’oggi inascoltate”.







































