Vicenza, evento a Villa Lattes sul “Partigiano Teppa”: insorge il centrodestra

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I consiglieri comunali di Vicenza dei gruppi di centrodestra protestano per la concessione di uno spazio comunale, “Villa Lattes”, per un evento su Valentino Bortoloso, detto “Teppa”, partigiano e figura controversa.

In una nota, i consiglieri Michele Dalla Negra (Lega), Nicolò Naclerio (FdI), Marco Zocca (FI) e Stefano Notarangelo (Impegno per Vicenza), chiedono se si tratti di un evento realizzato con l’approvazione del sindaco, Giacomo Possamai, e della maggioranza.

L’evento in questione è la presentazione del libro “L’ultimo partigiano. L’avventura umana di Valentino Bortoloso ‘Teppa’, dall’adolescenza alla ritirata di Russia, alla Resistenza, al carcere, alla vita tra i vivi e all’associazionismo”, scritto dal ricercatore storico Ugo De Grandis, che sarà presente all’incontro, a ingresso libero in programma venerdì 22 maggio 2026, alle 20 e 30 a Villa Lattes.

I consiglieri comunali di Vicenza mettono nel mirino il protagonista del libro: Valentino Bortoloso, il partigiano “Teppa” di Schio, morto all’età di 102 anni lo scorso febbraio.

Bortoloso fu infatti tra gli artefici dell’episodio passato alla storica come “Eccidio delle carceri di Schio” (7 luglio 1945). In quell’occasione, a guerra ormai conclusa, un gruppo di partigiani fece irruzione nella struttura uccidendo 54 persone, tra cui fascisti in attesa di giudizio e detenuti comuni.

L’episodio valse a “Teppa” la condanna a morte dalle autorità alleate, poi commutata in ergastolo e infine ridotta a dieci anni di reclusione. Bortoloso tornò infine in libertà grazie all’amnistia prevista dal decreto firmato dall’allora ministro della Giustizia, Palmiro Togliatti. Tornato a Schio, aveva ricoperto incarichi di primo piano nel Partito Comunista Italiano, nell’ANPI, nella CGIL e nell’ARCI. A metà Anni ’80 si era ritirato da ogni incarico per evitare che la sua presenza venisse strumentalizzata contro le associazioni che dirigeva o alla cui attività collaborava. Negli ultimi decenni, la sua figura era tornata al centro del dibattito pubblico in occasione del conferimento della “Medaglia della Liberazione” nel 2016, poi revocata dal Ministero della Difesa proprio a causa del suo coinvolgimento proprio nei fatti del luglio ’45.

Se per l’amministrazione comunale nulla osta allo svolgimento dell’incontro – commentano i consiglieri di minoranza –, noi ne prendiamo atto, ma ricordiamo al sindaco che, se la sala comunale è stata concessa per un evento del genere, gli spazi pubblici, in futuro, dovranno essere concessi per qualsiasi iniziativa che, ovviamente, rientri nell’alveo delle leggi vigenti. Non avranno più alcun valore obiezioni di natura morale o di opportunità politica, visto che il fondo si è già toccato con la concessione di cui stiamo parlando oggi.

Da ultimo, ma non per importanza, stigmatizziamo l’atteggiamento di questa amministrazione che invece di promuovere iniziative tese a riappacificare l’attuale clima politico nel quale i mestatori d’odio hanno vita facile grazie alla connivenza di alcune frange della sinistra italiana, da fiato alle trombe, peraltro stonate e fermamente condannate dalla Storia e dalla Giustizia”, concludono i consiglieri comunali.

Apologia del Teppa?–Nulla la vieta. Ma che vada in scena in uno spazio pubblico-istituzionale quando per altri vige la clausola antifascista con gentile concessione del Comune è una vergogna ed una caduta di stile che ci lascia basiti, anche se non stupisce”, ha commentato in proposito il portavoce di Movimento Italia Sociale (Mis) Vicenza, Gian Luca Deghenghi.