Base Del Din dopo 13 anni dall’apertura: Vicenza una città militarizzata in allerta terrorismo livello Charlie, con un progetto di Tangenziale in una zona a rischio idraulico

Focus della serata la diffusione delle notizie sulla nuova Tangenziale che collegherà la Bretella dell'Albera e l'ingresso della Del Din

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Base Del Din

“Io ribadisco che si debba considerare d’ora in avanti il 2 luglio come giorno di lutto, non è una balzana e bizzarra idea, ma deve essere il pegno di una opposizione che vogliamo che continui ad esistere e riesca anche ad accrescersi con il passare del tempo”: così recitava lo storico Emilio Franzina nella nota Orazione Civile tenutasi a Monte Berico qualche giorno prima dell’inaugurazione della Base Dal Molin (poi Del Din).

Ieri, a 13 anni da quella inaugurazione il 2 luglio 2013, l’associazione Cristiani per la pace, con l’adesione di numerose associazioni pacifiste del territorio, ha organizzato un sit-in presso la rotatoria di Viale Ferrarin a partire dalle ore 15.30, con l’esposizione di striscioni e bandiere della pace, oltre ad alcune bandiere storiche del Movimento No Dal Molin.

Base del din

Il cammino verso la Base Del Din

Alle 20.30 ha preso il via il secondo cammino di pace, partito dal capitello della Madonna di viale Ferrarin – luogo in cui, a partire da gennaio 2009, ogni terzo mercoledì del mese viene recitato il rosario -. Ad aprire gli interventi, prima della partenza, un rappresentante di Comunità Papa Giovanni XXIII, Paolo Fin, che ha ricordato il ruolo dell’associazione e le azioni intraprese, come le celebrazioni eucaristiche per ricordare le vittime della guerra: “Cerchiamo di essere artigiani di pace, per una pace disarmata e disarmante”. 

Dopo l’esecuzione di un minuto di silenzio e della recita di un Padre Nostro, preghiera della fratellanza, ha preso il via il cammino che ha raggiunto l’ingresso della base americana Del Din. All’arrivo, Giovanni Marangoni, portavoce di Cristiani per la pace Vicenza ha presentato il programma della serata; i manifestanti hanno poi potuto ascoltare un estratto dall’Orazione Civile sopracitata.

L’inaugurazione della Base a luglio 2013

Dopo l’ascolto, Marangoni ha sottolineato l’impegno profuso dal Movimento No Dal Molin – di cui erano presenti alcuni esponenti come Marta Passarin – per lunghi anni, per opporsi alla costruzione della nuova caserma militare. Un movimento in cui sono confluite diverse associazioni che avevano visioni e percorsi differenti, ma unite da uno stesso obiettivo e pensiero.

E’ stato ricordato, inoltre, che in quella giornata di inaugurazione, mentre il sindaco Variati scelse di non partecipare, inviando il proprio vice Jacopo Bulgarini D’Elci, il Vescovo Beniamino Pizziol declinò l’invito inviando una lettera con le proprie motivazioni al Colonnello David W. Buckingham (allora Comandante della Guarnigione dell’esercito statunitense in città).

viale ferrarin
Il lungo striscione con i colori della pace posizionato lungo il muro davanti alla rotatoria di viale Ferrarin

Marangoni ha poi enumerato le motivazioni dell’opposizione alla costruzione della Base: oltre a quello militare, anche le preoccupazioni legate al rischio idraulico e al punto di vista ambientale. L’Unesco nel 2017 ha svolto in città una Missione Consultiva WHC-ICOMOS che ha lasciato in “eredità” un report contenente direttive vincolanti per il sito “Città di Vicenza e le Ville del Palladio nel Veneto” con 19 Raccomandazioni. Quattro di esse si riferiscono alla Base Del Din:

  • Raccomandazione 1: Non dovrebbero essere trasportate alla e dalla Base dell’aeronautica militare americana Setaf “Del Din” merci pericolose che, in caso di incidente, potrebbero danneggiare la proprietà del Patrimonio dell’Umanità (e/o le persone);
  • Raccomandazione 2: Nell’area di e intorno alla Base dell’aeronautica militare americana Setaf “Del Din” il flusso di acqua sotterranea e la sua qualità dovrebbero essere continuamente monitorate e dovrebbero essere fatti dei passi per garantire che le modifiche al sistema di drenaggio e/o alle sponde del fiume Bacchiglione non aumentino il rischio di esondazione;
  • Raccomandazione 3: Il progetto del Parco della Pace dovrebbe essere integrato meglio all’interno del contesto agricolo per evitare il contrasto che separa l’area del parco dalle caratteristiche generali del paesaggio storico nell’area;
  • Raccomandazione 9: La parte occidentale della circonvallazione di Vicenza “Tangenziali”(“stralcio n° 1”) dovrebbe essere realizzata senza la connessione alla base militare “Del Din”.

Cosa avviene all’interno della Base Del Din?

L’esponente di Cristiani per la pace ha poi citato gli interventi del giornalista Antonio Mazzeo, durante gli incontri organizzati dall’Osservatorio Vicenza Città Unesco da smilitarizzare, in particolare quello dello scorso 17 dicembre, quando in collegamento dalla Sicilia il pubblico presente ha potuto conoscere ciò che avviene all’interno della Caserma Del Din, il ruolo della 173^Airborne Brigade, le esercitazioni e la fabbricazione di droni utili per colpire obiettivi militari (fino a 200-300 droni prodotti ogni settimana).

la bandiera della nonviolenza
Davanti all’ingresso della base è stata deposta, per il secondo anno, la bandiera della nonviolenza.

Un’ulteriore fermata del cammino ed è intervenuto in collegamento dall’Ucraina Alberto Capannini, volontario dell’Operazione Colomba del Corpo Civile e Nonviolento di Pace da Karkiv, missione nata nel 1992 dal desiderio di alcuni volontari e obiettori di coscienza della Comunità Papa Giovanni XXIII di vivere concretamente la nonviolenza in zone di guerra. Il volontario ha raccontato la propria esperienza ai manifestanti e al pubblico collegato in streaming su Google Meet.

base del din
La manifestazione ha visto partecipare persone di diverse età

Marangoni ha poi ricordato un documento del 25 febbraio 2007, ovvero un comunicato del Consiglio Pastorale Diocesano che tirava le fila sul caso Dal Molin e in cui veniva scritto: “Registriamo di fronte alla questione Dal Molin da parte di molti cittadini una forte sfiducia nei confronti delle istituzioni. Vi è stata una grave carenza di informazione, un occultamento della verità, una mancanza di trasparenza, un’assenza di coinvolgimento, un perdurante rimpallo di responsabilità tra vari livelli istituzionali, locali e nazionali, o altri soggetti di rappresentanza che hanno assunto come prevalente criterio di valutazione quello economico”.

La mancanza di trasparenza verso i cittadini e la Tangenziale Del Din

La necessità dei cittadini è quella di essere informati, come ben spiegava il comunicato della Diocesi, ma tutt’ora non sempre è così. L’anniversario dell’inaugurazione della Base Del Din, infatti, è stata l’occasione per invitare i cittadini presenti alla riflessione in merito alla futura costruzione del completamento del 1°stralcio della Tangenziale di Vicenza, ovvero quello che dovrebbe collegare la già pronta Bretella dell’Albera con l’ingresso della Del Din, passando per la Lobbia. Anche qui vi è un “silenzio tombale” da parte delle istituzioni, sottolinea Marangoni, che ha poi lanciato alcune domande “provocatorie” ai manifestanti:

“Ti senti rassicurato nel sapere che i progettisti della tangenziale di collegamento alla base USA Del Din sono gli stessi che hanno progettato e realizzato la tangenziale Bretella dell’Albera?” e “A chi servirà la tangenziale una volta che sarà realizzata e chi la pagherà?”

Domande che implicano risposte non semplici ma che invitano a pensare; sulla Tangenziale anche noi ci siamo posti alcune domande e ne abbiamo parlato qui.

Ha preso la parola Thea Valentina Gardellin, portavoce di Freedom Flotilla Italia per il Veneto, che ha annunciato che oggi, 3 luglio, in occasione della giornata nazionale indetta da “Palestina Anima Mundi” per i 1.000 giorni di genocidio in Gaza, verranno mobilitate le piazze delle città italiane per fermare il massacro. Gli interessati dovranno prendere parte al raduno in Piazza dei Signori a partire dalle ore 18.30. 

A ricordarci il valore della pace è stata la lettura dell’articolo n°11 della Costituzione dalla viva voce di Marta Passarin, già in prima linea per il Movimento No Dal Molin ed ora esponente dell’Osservatorio Vicenza Città Unesco da smilitarizzare

In conclusione, non è stata fatta la simulazione autogestita sui rischi legati al terrorismo, ma è stato ricordato come all’interno delle caserme presenti in città vengano fatte delle esercitazioni legate ai rischi NBCR (Nucleari-Batteriologici–Chimici-Radioattivi), che mirano a preparare soldati e civili americani presenti in città ad eventuali aggressioni militari – ricordiamo che le basi militari Usa in Italia sono a rischio attacchi terroristici a livello Charlie, secondo grado di allerta più alto. Per quanto riguarda i cittadini di Vicenza e il patrimonio Unesco, invece, non sono state stabilite protezioni o esercitazioni, e nemmeno un vademecum sui comportamenti da tenere in caso di attacchi: il prefetto, durante l’ultima riunione con i portavoce dell’Osservatorio sopra-citato, ha fatto sapere che, se verrà fatto un vademecum, rimarrà comunque un documento secretato.

Un “anniversario” che ha toccato molte tematiche e che invita di certo alla riflessione, sul passato, sul presente e sul futuro della città.