Tangenziale Vicenza, il collegamento Viale Del Sole-Del Din: le (tante) richieste di integrazioni ad Anas per un’opera di “compensazione” che l’Unesco non vuole e in una zona a rischio idraulico

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Tangenziale Vicenza

Mentre il primo stralcio della Tangenziale di Vicenza ha ancora qualche carenza strutturale (tra cui le due torri faro di Viale del Sole spente dal 2021), il dibattito politico spinge per il completamento del primo tronco dell’opera, ovvero il collegamento Viale del Sole e Caserma Del Din. Un’opera per cui sono state richieste ad Anas numerose integrazioni progettuali e che secondo le Raccomandazioni Unesco del 2017 non dovrebbe essere fatta, oltre al fatto che passerebbe per un luogo, la Lobbia, a rischio idraulico

È del 2010 il Consiglio comunale in cui si mettevano ai voti le richieste da fare al Governo come “compensazione” per la costruzione della base USA Dal Molin: Tangenziale di Vicenza a nord-est, filobus, università e la cessione gratuita del lato est dell’ex aeroporto per creare un grande parco. Secondo OUT osservatorio urbano | territoriale di Vicenza un primo progetto di massima della variante alla SP46 risale al 1997.

Nel 2011 è stato firmato ufficialmente a Roma il Protocollo d’Intesa tra la presidenza del Consiglio dei Ministri, i Ministeri dell’Economia e Finanze, Difesa, e Infrastrutture e Trasporti, Anas e comune di Vicenza definito “accordo per opere di mitigazione e compensazione per l’ampliamento del Dal Molin”; due anni dopo viene fatto un ulteriore protocollo d’intesa per la progettazione preliminare e definitiva dei quattro stralci.

Tangenziale nord Vicenza
Il progetto della Tangenziale nord di Vicenza nel Protocollo d’intesa di progettazione preliminare e definitiva del 28 agosto 2013.

Ne sono passati di anni prima di vedere l’inaugurazione (il 19 giugno 2023) del 1°tronco 1°stralcio – 5,3 km che collegano viale del Sole con la strada provinciale 46 per Thiene e Schio, per un investimento di 70,44 milioni di euro -; uno stralcio comunque non ancora completato (qui si possono leggere le carenze strutturali) e spesso al centro del dibattito politico.

Ma non è finita qui. Perché in ballo c’è anche il completamento del 1°tronco, ovvero la bretellina di 1,6 km che dovrebbe collegare la cosiddetta Variante dell’Albera alla Caserma Del Din.

La Valutazione di Impatto Ambientale della Tangenziale di Vicenza

Il 6 aprile 2021 il Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica (MASE) pubblica sul proprio sito il progetto definitivo e l’istanza di VIA del progetto di ANAS per lo stralcio, dando il via alla consultazione pubblica e alla presentazione di eventuali osservazioni. Il comune di Vicenza attraverso un’osservazione chiede la predisposizione della HIA, ovvero l’Heritage Impact Assessment, una metodologia di valutazione basata sulle indicazioni presenti nella Guidance on Heritage Impact Assessments for Cultural World Heritage Properties di ICOMOS International (2011), che si prefigge di valutare l’impatto di uno o più progetti di trasformazione che influiscano su valori, attributi, autenticità e integrità dei siti Unesco.

Nel giugno successivo il Ministero della Cultura presenta al MASE la “richiesta di integrazioni e chiarimenti”, a seguito di una relazione endoprocedimentale fatta dalla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, la quale aveva espresso “motivi ostativi“, dato che l’opera ricadrebbe in un “comparto territoriale ad alto e diffuso potenziale archeologico” e che nella Relazione paesaggistica di Anas non erano mai state citate le Raccomandazioni Unesco. Ricordiamo, infatti, che la Missione Consultiva WHC-ICOMOS del 2017 ha lasciato in “eredità” un report contenente direttive vincolanti per il sito “Città di Vicenza e le Ville del Palladio nel Veneto” con 19 Raccomandazioni: il Ministero della Cultura nel suo riscontro al MASE faceva riferimento in particolare alle Raccomandazioni n. 9, n. 15 e n. 16. L’indicazione n°9, per di più, è totalmente rivolta al progetto “Tangenziali” e recita: “La parte occidentale della circonvallazione di Vicenza Tangenziali (“stralcio n° 1″) dovrebbe essere realizzata senza la connessione alla base militare Del Din”.

Dal 2021 al 2025: la lunga progettualità della Tangenziale di Vicenza

Avanziamo di qualche anno: ad agosto 2025 il MASE pubblica numerosi elaborati progettuali, aprendo al pubblico la possibilità di presentare nuove osservazioni. A rispondere sarà il comune di Caldogno che riporta di non essere mai stato informato circa lo sviluppo del progetto e l’avvio della nuova consultazione, nonostante il proprio diretto coinvolgimento territoriale nell’opera.

Gli farà eco il comune di Vicenza che il 26 settembre 2025 avanzerà una serie di osservazioni, prendendo atto dell’avviso con cui il MASE aveva comunicato la pubblicazione di documentazione integrativa del progetto definitivo di ANAS, in riscontro alla richiesta del Ministero della Cultura di cui sopra (ben quattro anni per dare riscontro ai motivi ostativi del MIC…).

Il comune di Vicenza comunica dunque che, “nonostante la previsione di opere di mitigazione indicate nel “SIA – Studio di Impatto Ambientale”, l’infrastruttura a servizio della base militare americana “Del Din”, comporterà un’elevata frammentazione fondiaria, sottrazione di suolo e perdita di funzionalità agricola, riduzione della fruizione paesaggistica e della permeabilità dei terreni. A ciò si aggiungano criticità nella salvaguardia del sito Unesco di Vicenza e la preoccupazione per gli impatti sul territorio e alla popolazione nella fase di cantiere, nonché per la definizione delle responsabilità di gestione e manutenzione delle opere infrastrutturali e a verde”.

Inoltre, il comune di Vicenza chiede ad Anas di provvedere alla pubblicità della consultazione con avvisi a sue spese sui quotidiani locali, al fine di informare i cittadini dei contenuti del progetto, affinché possano esprimere le osservazioni nell’ambito della consultazione. Ma c’è di più: il Settore Mobilità, Trasporti e Infrastrutture del Comune nella nota allegata alle osservazioni richiede la verifica dell’“osservanza delle previsioni del Piano di Gestione delle Alluvioni (PGRA), redatto dall’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi orientali, ad oggi vigente”, oltre a un aggiornamento dello studio trasportistico (studio di traffico), a un’analisi dei percorsi ciclabili esistenti affinché l’opera non interferisca con essi e alla garanzia dell’accessibilità a tutti i fondi agricoli presenti.

Anche l’Ufficio Unesco di Vicenza ha qualcosa da dire: nello stesso documento inviato a settembre 2025 al MASE si evidenzia in particolare il mancato aggiornamento del progetto rispetto alle nuove metodologie del Framework Guidance&Toolkit 2022 Unesco, oltre all’assenza del coinvolgimento della comunità e degli stakeholders in merito all’impatto del sito, e a nessuna valutazione rispetto a quanto attenzionato nel report ICOMOS del 2017 (sopra citato).

Un’opera in un’area cruciale per il rischio idraulico

A questo punto il MASE chiede ad Anas la documentazione integrativa, pubblicando in data 7 aprile 2026 altri 46 documenti progettuali e avviando il periodo per le possibili osservazioni.

Compare quindi la Regione Veneto che a maggio invia un’osservazione che richiama una nota dell’Autorità di bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, la quale evidenziava la necessità di fare riferimento al Piano di gestione del rischio di alluvioni – PGRA – primo aggiornamento 2021-2027 come unico strumento per l’individuazione delle aree a pericolosità idraulica. “Si evidenzia che l’area oggetto di intervento è classificata a pericolosità idraulica moderata (P1), pericolosità idraulica media (P2) e area fluviale […] la Relazione idrologico-idraulica non è coerente con quanto previsto dalle NTA del Piano, in particolare con riferimento all’avvenuto aggiornamento delle analisi modellistiche”, si legge nella nota che mira a richiedere l’integrazione delle informazioni mancanti.

L’Autorità di bacino anticipa inoltre che, “in caso di mancata acquisizione della documentazione richiesta, di acquisizione incompleta o non idonea a dimostrare la coerenza dell’intervento con il PGRA – la determinazione della scrivente è da intendersi non favorevole”. Sostanzialmente, se la documentazione non verrà aggiornata secondo i dettami del piano alluvioni, il parere dell’Autorità di bacino sarà da ritenersi contrario alla realizzazione dell’opera. Anche perché sono entrate in vigore (dal 21 gennaio 2026) le mappe di allagabilità, di pericolosità e di rischio da alluvione, che comportano modifiche anche nell’area interessata dal progetto.

Viene richiesto dall’Autorità di bacino (e dalla Regione) dunque l’aggiornamento della documentazione progettuale, integrando l’attestato di non superamento del rischio specifico R2 per gli eventuali tratti che abbiano comportato una variante urbanistica successivamente all’adozione del PGRA, la verifica di compatibilità idraulica ed elaborati grafici attestanti il rispetto della quota di sicurezza.

Ma nello stesso periodo (8 maggio), il MASE chiede ad Anas anche l’integrazione della documentazione alla CTVA (Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale), trasmettendo una richiesta pervenuta dalla Regione Veneto e assunta al protocollo il 17 novembre 2021 “che è risultata non pubblicata sul portale (https://va.mite.gov.it)”. All’interno del documento vi sono precise indicazioni della Regione per quanto riguarda l’ambiente idrico, terre e rocce da scavo, emissioni in atmosfera, illuminazione, impatto acustico, ricomposizione ambientale, aspetti idraulici (“il progetto dovrà essere aggiornato in considerazione dei lavori in corso di esecuzione, nel medesimo sito, per la realizzazione del bacino di laminazione delle piene del fiume Bacchiglione”), analisi su traffico e viabilità locale.

A seguito di ciò, Anas ha chiesto al MASE una proroga di sessanta giorni per presentare i documenti integrativi. E quindi se ne riparla a fine luglio.

A trarre le conclusioni, parliamo quindi di un’opera, la Tangenziale di Vicenza, che “dovrebbe essere realizzata senza la connessione alla base militare Del Din”, secondo la Raccomandazione n°9 Unesco (e in una città in cui è stata attivata l’allerta Charlie terrorismo all’interno delle basi militari, forse sul collegamento è da farsi qualche domanda in più); un’opera che non è mai stata presentata ai cittadini o “pubblicizzata” (come invece richiesto dall’osservazione dell’agosto 2025 del comune di Vicenza); un’opera fortemente impattante sul territorio di una città Patrimonio Unesco e che, per di più, verrebbe costruita in un luogo a rischio alluvione (e ne abbiamo avuto prova in passato).