Tangenziale di Vicenza, collegamento Bretella dell’Albera-Del Din per Anas è “complessivamente compatibile con tutela sito UNESCO”, che non la voleva

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Tangenziale nord Vicenza Tangenziale di vicenza
Il progetto della Tangenziale nord di Vicenza nel Protocollo d'intesa di progettazione preliminare e definitiva del 28 agosto 2013.

Della Tangenziale di Vicenza ce ne stiamo occupando da un po’ di tempo: oltre ad evidenziare gli aspetti carenti del primo tronco dell’infrastruttura (tra cui le due torri faro su viale del Sole spente dal 2021 e attualmente al centro di un rimpallo tra Comune e Iricav 2), abbiamo descritto anche le problematiche causate dalla costruzione della Bretella sulle strade secondarie e sul territorio circostante.

Adesso in ballo c’è il completamento del primo tronco della Tangenziale di Vicenza, ovvero il tratto di strada che collegherà l’attuale primo stralcio (“Bretella dell’Albera”) e la Caserma Del Din; ne abbiamo parlato poco tempo fa (qui).

Ricordiamo che l’opera è “figlia” del Protocollo d’Intesa firmato a Roma tra la presidenza del Consiglio dei Ministri, i Ministeri dell’Economia e Finanze, Difesa, e Infrastrutture e Trasporti, Anas e comune di Vicenza definito “accordo per opere di mitigazione e compensazione per l’ampliamento del Dal Molin”; due anni dopo venne fatto un ulteriore protocollo d’intesa per la progettazione preliminare e definitiva dei quattro stralci.

I “blocchi” istituzionali per il completamento della Tangenziale di Vicenza

Il 6 aprile 2021 il Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica (MASE) ha pubblicato sul proprio sito il progetto definitivo e l’istanza di VIA del progetto di ANAS per lo stralcio, dando il nulla osta alla possibilità di presentare di eventuali osservazioni. Non ci risulta, però, che il progetto dell’opera sia mai stato presentato pubblicamente.

Nel giugno del 2021 il Ministero della Cultura ha presentato al MASE la “richiesta di integrazioni e chiarimenti”, a seguito di una relazione fatta dalla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, la quale aveva espresso “motivi ostativi“, dato che l’opera ricadrebbe in un “comparto territoriale ad alto e diffuso potenziale archeologico” e che nella Relazione paesaggistica di Anas non erano mai state citate le Raccomandazioni Unesco. Il Ministero della Cultura richiede la predisposizione di una relazione specifica (HIA – Heritage Impact Assessment) da inoltrare, insieme con la nuova soluzione progettuale, agli uffici UNESCO per le valutazioni dell’impatto sul sito.

Ricordiamo, infatti, che la Missione Consultiva WHC-ICOMOS del 2017 ha fornito un report contenente direttive vincolanti per il sito “Città di Vicenza e le Ville del Palladio nel Veneto” con 19 Raccomandazioni; si parla, in particolare, delle Raccomandazioni n. 9, n. 15 e n. 16. La n°9, soprattutto, è totalmente rivolta al progetto “Tangenziali” e recita: “La parte occidentale della circonvallazione di Vicenza Tangenziali (“stralcio n° 1″) dovrebbe essere realizzata senza la connessione alla base militare Del Din”.

Dal 2021 ad oggi si sono susseguite una serie di repliche istituzionali e di cittadini e comitati; arriviamo all’anno in corso, quando a maggio la Regione Veneto invia un’osservazione che richiama una nota dell’Autorità di bacino Distrettuale delle Alpi Orientali: per i nuovi progetti è necessario rifarsi al Piano di gestione del rischio di alluvioni – PGRA – primo aggiornamento 2021-2027, ritenuto unico strumento per l’individuazione delle aree a pericolosità idraulica. “Si evidenzia che l’area oggetto di intervento è classificata a pericolosità idraulica moderata (P1), pericolosità idraulica media (P2) e area fluviale […] la Relazione idrologico-idraulica non è coerente con quanto previsto dalle NTA del Piano, in particolare con riferimento all’avvenuto aggiornamento delle analisi modellistiche”, si legge nella nota.

Mancano dunque informazioni che, se non integrate, implicano il giudizio negativo dell’Autorità di Bacino. Ma l’8 maggio, il MASE ha chiesto ad Anas anche l’integrazione della documentazione alla Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale, trasmettendo una richiesta pervenuta dalla Regione Veneto e assunta al protocollo il 17 novembre 2021 “che è risultata non pubblicata sul portale (https://va.mite.gov.it)”. Anas dovrà fornire riscontro entro sessanta giorni.

Bretellina Del Din e impatto sul sito Unesco

All’interno del MASE, vi sono le Integrazioni di Anas del 24 marzo 2026 – “Studio di impatto dell’intervento sul Sito Unesco secondo metodologia HIA”, ovvero un documento con lo studio dell’impatto dell’intervento sul sito UNESCO. Secondo quanto affermato da Anas: “L’obiettivo principale del presente documento è quello di valutare efficacemente i possibili impatti dell’opera proposta sulla base dell’Eccezionale Valore Universale o Outstanding Universal Value (OUV) del sito seriale La città di Vicenza e le ville palladiane del Veneto al fine di proteggere adeguatamente il sito perché venga trasferito alle generazioni future”. 

Se all’interno delle conclusioni dello studio Anas afferma che il progetto, se effettivamente garantite le misure di mitigazione, monitoraggio e procedure di gestione adattiva può “essere considerato complessivamente compatibile con la tutela del sito UNESCO”, sappiamo anche che l’Unesco non voleva questo collegamento (vedi sopra).

Ricordiamo inoltre che il 26 settembre 2025 (quasi un anno fa), sul sito del MASE erano state pubblicate le Osservazioni del Comune di Vicenza, tra cui venivano richieste consultazioni strutturate con comunità e stakeholders per valutare l’impatto sul sito, ma veniva anche sottolineato che nel progetto non erano stati valutati scenari alternativi (variazioni di tracciato, soluzioni tecnologiche meno impattanti) e l’opzione no project, come da IA Guidance & Toolkit”. Inoltre, l’Ufficio Unesco nelle osservazioni evidenziava il mancato riferimento al report della Missione Consultiva del 2017 e agli aggiornamenti successivi, dovendo utilizzare infatti le linee guida ICOMOS del 2022.

Secondo il Comune: “Nelle osservazioni si evidenzia che, nonostante la previsione di opere di mitigazione […] l’infrastruttura a servizio della base militare americana “Del Din”, comporterà un’elevata frammentazione fondiaria, sottrazione di suolo e perdita di funzionalità agricola, riduzione della fruizione paesaggistica e della permeabilità dei terreni. A ciò si aggiungano criticità nella salvaguardia del sito Unesco di Vicenza e la preoccupazione per gli impatti sul territorio e alla popolazione nella fase di cantiere, nonché per la definizione delle responsabilità di gestione e manutenzione delle opere infrastrutturali e a verde”.

Completamento tangenziale vicenza
Il progetto definitivo del completamento della Tangenziale vicenza

Le osservazioni del Comitato Bretella Biron sulla Tangenziale di Vicenza – completamento

Il Comitato Bretella Biron nelle osservazioni pubblicate sul sito del MASE  l’11 maggio 2026, ha ripercorso l’iter che ha portato alla prima HIA del 2016-2017 relativa alla Tangenziale, di seguito riassumibili – tenendo presenti comunque i Rapporti periodici sullo stato di conservazione della Proprietà del Patrimonio Mondiale che (già) indicavano alcuni fattori come incidenti negativamente sul sito, ovvero traffico, sviluppo commerciale e inquinamento -:

  • La questione delle tangenziali e dell’impatto del traffico pesante generato dalla Base militare avrebbe potuto causare un “fattore di rischio e un impatto negativo sulla Proprietà in termini di sostenibilità ambientale e globale”, nel progetto si preannunciava un grande consumo di territorio agricolo;
  • il progetto fu valutato “considerando l’intero contesto dei cambiamenti prodotti dalle tangenziali nella città di Vicenza: il potenziale effetto barriera, la continuità dell’agricoltura e l’aumento della pressione dello sviluppo urbano intorno alle zone centrali di Vicenza”;
  • gli interventi di mitigazione avrebbero dovuto essere progettati con adeguata attenzione per preservare il Patrimonio;
tangenziale di vicenza
Valutazione e analisi dell’impatto sull’OUV del sito patrimonio mondiale e raccomandazioni (da HIA 2016-2017)

Il Comitato Bretella Biron nelle osservazioni relative al progetto Tangenziale di Vicenza contesta lo studio HIA, perché “redatto da progettisti ANAS, quindi la multidisciplinarietà non è pienamente documentata”, oltre alla mancanza della pubblicità sui media locali e della comunicazione a popolazione e stakeholders, prevista dall’osservazione posta dal Comune di Vicenza, ma mai attuata. Il Comitato contesta anche la mancata individuazione dei titolari dei diritti e delle altre parti interessate, evidenziando inoltre la necessità di valutare molto attentamente i rischi derivanti dal trasporto di materiali pericolosi verso e dalla Caserma Del Din compresi i rischi NBCR (Nucleari, Batteriologici, Chimici, Radioattivi) e di attacchi terroristici.