Autovelox riaccesi a Torino dopo il decreto Salvini, Vicenza ancora in attesa della riattivazione dei dispositivi di via Aldo Moro

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Via Aldo Moro

Da lunedì, un minuto dopo la mezzanotte, è stato riacceso il nuovo autovelox in corso Unità d’Italia a Torino. Uno strumento per misurare la velocità dei veicoli lungo la strada verso Moncalieri, con un limite imposto di 70 chilometri all’ora. La notizia è stata riportata dal notiziario La Stampa.

Un impianto prodotto da Engine Spa, società senese, e costato 198mila euro, montato in entrambi i sensi di marcia da 5T, società in house di Torino; l’autovelox va a sostituire quello che, a febbraio 2025, era stato spento su ordine della procura di Cosenza perché non omologato (e responsabile di oltre 54.000 multe in un anno). Le indagini, infatti, avevano rivelato una non conformità tra gli apparecchi utilizzati e il prototipo depositato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel 2011. Il precedente misuratore era un “T-Expeed 2.0”, prodotto dall’azienda lombarda Kria Srl, bloccato poi come altri apparecchi dello stesso modello montati in altre città, tra cui Venezia, Vicenza, Modena e Reggio Emilia.

La situazione a Vicenza

La procura della Repubblica di Cosenza aveva obbligato ai sigilli anche i due autovelox in via Aldo Moro, scattati sempre il 10 febbraio 2025, quando la polizia stradale aveva dato disposizione alla polizia locale di mettere sotto sequestro preventivo i due apparecchi. Il procedimento penale in corso non aveva chiamato in causa il Comune, ma la società che aveva fornito la strumentazione. Nell’impasse, il Comune di Vicenza ha perso risorse preziose: nel 2024 erano stati registrati oltre 8.600 eccessi di velocità per un importo totale di multe tra i 350 mila e i 400 mila euro.

Pochi giorni prima del sequestro, tra l’altro, il Prefetto di Vicenza Filippo Romano aveva dichiarato la volontà di impegnarsi maggiormente per la sicurezza stradale con l’aggiornamento dell’elenco delle arterie su cui avrebbero dovuto essere installati nuovi autovelox per il rilevamento automatico della velocità. Una decisione presa di concerto dallo stesso Prefetto con i rappresentanti delle Forze dell’Ordine e degli Enti gestori della rete viaria; un provvedimento che andava a recepire le nuove disposizioni normative e il decreto ministeriale dell’11 aprile 2024, che stabiliva i criteri per l’installazione dei dispositivi di controllo senza obbligo di contestazione immediata.

Con il D.D. n. 305 del 18 agosto 2025 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è stato imposto agli enti locali di registrare ogni autovelox in un elenco nazionale, i cui dati sono pubblici e online. Poco dopo, nel novembre 2025, il Ministero dei trasporti ha pubblicato online l’elenco ufficiale dei  sistemi di rilevamento della velocità autorizzati sul territorio nazionale e le cui multe risultavano dunque valide. L’elenco aggiornato comprendeva alcune delle strade più trafficate della provincia; a Vicenza e provincia risultavano 32 apparecchi, oltre a quelli installati in autostrada e gestiti dalla polizia stradale. I fissi lungo la viabilità ordinaria erano tre: due installati in via Aldo Moro e sottoposti a sequestro preventivo nell’ambito della sopracitata inchiesta penale, e quello a Bolzano Vicentino al tempo non ancora attivato.

Nel marzo successivo, il sindaco Possamai ha fatto un appello al Governo per consentire la rilevazione della velocità dei veicoli lungo le strade della città, come risposta ai tanti incidenti stradali avvenuti in città, in particolare quelli di strada Marosticana.

Il decreto autovelox

Lo scorso giugno, infine, il ministro Matteo Salvini ha firmato il decreto autovelox che ha definito le procedure di omologazione, di verifica e taratura iniziali e periodiche dei dispositivi, delle apparecchiature e dei mezzi tecnici per l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità. Il ministero spiegava: “Si assicura un quadro regolatorio certo e omogeneo, idoneo a superare le criticità applicative emerse nel tempo e a garantire l’affidabilità di misura degli strumenti, la tracciabilità delle operazioni tecniche e la solidità giuridico-amministrativa degli accertamenti conseguenti al loro impiego”.

Secondo quanto stabilito dal decreto, per gli autovelox antecedenti al 2017 serviranno test tecnici, taratura e verifiche di funzionalità obbligatori, mentre per gli altri basterà una procedura semplificata.

Soddisfazione era stata espressa dal Codacons e da Assoutenti: “Il ritardo nell’emanazione del decreto sugli autovelox ha avuto effetti diretti non solo sulle casse delle amministrazioni comunali, i cui proventi da autovelox solo nelle grandi città sono diminuiti nell’ultimo anno del 9%, ma anche sulla sicurezza stradale, portando gli enti locali a spegnere gli apparecchi per evitare i ricorsi degli automobilisti”, aveva dichiarato il Codacons.

Il decreto potrebbe quindi aprire la strada alla riattivazione delle due telecamere in via Aldo Moro, all’installazione di nuovi strumenti lungo la Bretella dell’Albera, ma anche a controlli con i telelaser mobili lungo le strade – già in possesso delle polizie locali -.

Dopo l’emanazione della norma, al Giornale di Vicenza il sindaco Possamai aveva detto: “Per gli autovelox di via Aldo Moro però c’è anche un altro aspetto da superare visto che il dispositivo è sotto sequestro“. Per quanto riguarda, invece, la Bretella, l’iter è alla competenza della Provincia; una strada al centro delle polemiche per i comportamenti scorretti degli automobilisti e per cui era stata lanciata l’idea di installare dei dispositivi di controllo della velocità, sostenuta dal presidente della Provincia Andrea Nardin.

Vedremo dunque quali saranno le tempistiche affinché le indicazioni ministeriali portino alla effettiva azione: la riattivazione dei dispositivi presenti o la sostituzione degli stessi con strumenti a norma, come fatto a Torino per velocizzare i tempi, e l’installazione di nuovi.