Tribunale della Pedemontana, Lanzarin (Lega) parla come Ostellari. Bez (Pd) e Comitato per una Giustizia di Qualità a Vicenza mettono Giovine e Donazzan nel mirino

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Tribunale di Bassano della Pedemontana Veneta il sostegno di Zaia
Tribunale della Pedemontana Veneta

Il Tribunale della Pedemontana continua ad essere il tema “caldo” di questa estate 2026 per il Vicentino. Mentre il Governo sembra tirare dritto verso l’apertura (o riapertura, se inteso come Tribunale di Bassano del Grappa) non passa giorno che professionisti e politici territoriali proseguano a intervenire in rappresentanza dei due fronti contrapposti.

Il tema principale rimane la dotazione di personale della nuova struttura. Il fronte del No, come abbiamo più volte riportato da queste pagine, sostiene che per riempire il foro nascituro saranno saccheggiati altri tribunali già in difficoltà, come Vicenza, Padova e Treviso. Il fronte del Sì sostiene i contrario, forte delle rassicurazioni del Governo, ultime in ordine cronologico quelle del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari.

Nell’accesa disputa ci sono proprio tutti: politici, consiglieri regionali, amministratori comunali, ordini professionali, comitati e associazioni. Anche oggi, gli interventi sono stati molteplici.

Lanzarin (Lega – LV): “Il Tribunale della Pedemontana è un presidio strategico per cittadini e imprese”.

Sul fronte dei favorevoli si schiera la bassanese Manuela Lanzarin, consigliera regionale di Lega – LV e due volte assessore con Zaia.

“Seguo le sorti del Tribunale di Bassano del Grappa da circa quindici anni e, già in qualità di deputato e di assessore regionale, avevo sostenuto con convinzione il progetto per l’istituzione del Tribunale della Pedemontana Veneta. È una battaglia che ho sempre seguito con coerenza, nella consapevolezza della sua importanza per il territorio e per il suo sviluppo”, ha detto.

Per la Lanzarin “Bassano del Grappa disponeva di un tribunale efficiente”, e la struttura costata 20 milioni di euro “da anni attende di essere pienamente valorizzata”, a favore di un territorio “cresciuto molto negli ultimi anni”.

La consigliera chiede di superare le divisioni, perché il Tribunale della Pedemontana “non toglierà nulla a Vicenza né agli altri tribunali del Veneto. Al contrario, contribuirà ad alleggerire il carico di lavoro degli uffici giudiziari esistenti, migliorando complessivamente il servizio della giustizia”. Stessa linea di Ostellari, insomma.

“Oggi – ricorda la consigliere Lanzarin – il percorso legislativo è arrivato a un passaggio importante con l’esame del provvedimento da parte della Commissione Giustizia della Camera“.

Bez (PD) chiama in causa Giovine (FdI)

“Le dichiarazioni dell’onorevole Silvio Giovine non lasciano spazio a interpretazioni: ha scelto di difendere il Governo, anche quando le decisioni danneggiano Vicenza”, sostiene Giacomo Bez, capogruppo dem nel consiglio comunale di Vicenza.

Non ricevendo noi, per motivi che lasciamo all’interpretazione del lettore, le comunicazioni dell’onorevole meloniano Silvio Giovine, possiamo comunque riferire che sono relative alle rassicurazioni di cui prima, circa la dotazione del personale (Leggi qui).

“Il disegno di legge predisposto dal Ministero è chiaro: il personale del nuovo Tribunale della Pedemontana verrebbe reperito dai tribunali di Vicenza, Padova e Treviso – ribatte Giacomo Bez -, uffici che oggi registrano scoperture di organico superiori al 40%. Non è un’opinione, è scritto nero su bianco nel testo del provvedimento. Lo hanno detto il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Vicenza, lo hanno denunciato decine di sindaci del territorio. Tutti tranne chi, da parlamentare vicentino, avrebbe il dovere di farlo per primo”.

Il consigliere comunale dem propone un parallelo con le politiche (promesse) di rinforzo del personale delle forze dell’ordine. “La giustizia vicentina merita ben altro. Magistrati, personale amministrativo e avvocati garantiscono ogni giorno un servizio essenziale nonostante organici insufficienti. Se vogliamo processi più rapidi, certezza del diritto e un territorio che rimanga attrattivo per cittadini e imprese, servono investimenti reali e personale aggiuntivo, non giochi di redistribuzione che lasciano il sistema più fragile di prima. Difendere Vicenza non significa essere contro Bassano del Grappa. Significa pretendere dal Governo un principio elementare: nessun territorio cresce a spese di un altro”, conclude Bez.

Tribunale della Pedemontana, Comitato per una Giustizia di Qualità a Vicenza: “Una domanda alla politica”

“Se le rassicurazioni sul nuovo Tribunale sono realmente fondate, perché non trasformarle in garanzie scritte ed inserirle nel disegno di legge in discussione”? Con non poca sagacia entra nel dibattito anche il Comitato per una Giustizia di Qualità a Vicenza, da sempre contrario al Tribunale della Pedemontana.

Anche questa è una reazione alle parole di Giovine e della Donazzan. In particolare al primo viene ricordato un incontro avuto nei mesi precedenti, nel quale il comitato ha espresso “dati, documenti e numeri. Non opinioni”. Ovvero, la scopertura degli organici del Tribunale di Vicenza, i carichi di lavoro, le difficoltà operative “e i rischi che deriverebbero dall’istituzione di un nuovo Tribunale senza un preventivo e concreto rafforzamento degli uffici esistenti”, affermano i portavoce del Comitato.

Una legge vale molto più di qualsiasi comunicato stampa“, sentenziano dal Comitato riportando il ragionamento alla domanda iniziale alla Politica. E concludono: “C’è un altro aspetto che il comunicato degli onorevoli Giovine e Donazzan ignora completamente. Si continua a rappresentare il Tribunale della Pedemontana come una scelta largamente condivisa dal territorio. La realtà racconta una storia diversa. Oggi la maggioranza dei Sindaci dei territori interessati dalla riforma ha espresso dubbi, forti perplessità o aperta contrarietà al progetto”.