Esternalizzazioni a La Casa di Schio: Cgil e Cisl proclamano lo stato di agitazione

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Ipab La Casa di Schio
Ipab La Casa di Schio

Cgil e Cisl hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori della funzione pubblica presso Ipab Centro Assistenza Servizi Per Anziani (ovvero La Casa) di Schio.

Alla base dell’azione sindacale ci sono soprattutto le esternalizzazioni decise dalla direzione della casa di riposo che hanno interessato la sezione Girasole, dopo che in precedenza stessa sorte era toccato alla sezione Ciclamino. Secondo quanto si apprende altri 46 ospiti non autosufficienti sono stati affidati a una cooperativa esterna dal 1° luglio.

“A rendere ancora più grave la situazione è il fatto che, al momento dell’esternalizzazione del nucleo Ciclamino, la direzione aveva assicurato che si trattava di un provvedimento temporaneo e che non avrebbe rappresentato l’inizio di un processo più ampio. Oggi quelle rassicurazioni risultano completamente smentite dai fatti, alimentando una profonda crisi di fiducia nei confronti della governance dell’ente”, commentano Cgil e Cisl.

Dopo aver proclamato lo stato di agitazione i sindacati chiedono l’immediato stop a nuove esternalizzazioni, un tavolo di confronto e un piano straordinario per rendere l’IPAB La Casa di Schio attrattiva in grado di assumere e trattenere personale. Tra le richieste anche il miglioramento dell’organizzazione e delle condizioni di lavoro, ma anche la salvaguardia della natura pubblica dell’IPAB.

Ipab La Casa di Schio, i sindacati: “Stop esternalizzazioni”

Le esternalizzazioni a La Casa di Schio sono considerate da Cgil e Cisl una scelta sbagliata.

“La decisione – spiegano le sigle sindacali – è maturata al termine di mesi di crescente tensione all’interno della struttura e dopo un confronto con la direzione che, ancora una volta, non ha fornito risposte convincenti alle preoccupazioni dei lavoratori. Denunciamo la totale assenza di un confronto preventivo su una decisione strategica che riguarda il futuro dell’ente. Nonostante l’affidamento a una cooperativa fosse evidentemente oggetto di trattative da settimane, il sindacato è stato informato soltanto a decisione ormai assunta, svuotando di significato il ruolo delle rappresentanze dei lavoratori”.

I rappresentanti dei lavoratori della Funzione pubblica si dicono convinti del fatto che il ricorso alle esternalizzazioni non affronta le vere cause della crisi dell’IPAB. “Sono quotidiane le segnalazioni di forti disagi organizzativi, di un utilizzo ritenuto eccessivo dei procedimenti disciplinari, di atteggiamenti intimidatori verso chi manifesta criticità e di un ambiente lavorativo che ha progressivamente perso quel senso di appartenenza che per anni ha rappresentato uno dei punti di forza della struttura”.

E, sul ruolo pubblico della struttura, viene aggiunto dai sindacati che la pratica del ricorso a privati mina la continuità assistenziale, aumentare il turnover degli operatori e apre la strada a ulteriori affidamenti all’esterno fino a coinvolgere altri reparti, se non l’intera struttura.

“La carenza di personale è un problema reale, ma non può diventare il pretesto per smantellare progressivamente il servizio pubblico. Esternalizzare significa rinunciare ad affrontare le vere criticità organizzative e rischia di impoverire un patrimonio costruito in decenni di professionalità e competenze. Per questo chiediamo un cambio di rotta immediato: servono investimenti sulle persone, sul lavoro e sul dialogo, non nuove deleghe ai privati”, concludono CGIL e CISL  Vicenza della Funzione pubblica.