Caldo estremo negli uffici postali del Vicentino, Slc Cgil chiede interventi immediati

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uffici postali Vicentino

La situazione in alcuni uffici postali del Vicentino è diventata insostenibile a causa del forte caldo di questo periodo. A denunciarlo è Alan Lucchino, referente della provincia di Vicenza per il Sindacato Lavoratori della Comuncazione (SLC) della CGIL.

Secondo la sigla sindacale le emperature raggiungono e superano i 30-35 gradi negli ambienti di lavoro, e ci sono impianti di climatizzazione guasti o insufficienti, oltre a portalettere costretti a rientrare in sedi prive di un adeguato raffrescamento dopo aver lavorato per ore sotto il sole per zone sempre più grandi da coprire e ritardi nella consegna dei dispositivi di protezione individuale.

La Slc Cgil di Vicenza ha formalmente segnalato queste criticità agli organismi competenti in materia di salute e sicurezza, chiedendo interventi immediati per ripristinare il corretto funzionamento degli impianti di climatizzazione negli uffici e nei centri di recapito interessati, la tempestiva consegna dei DPI ai portalettere, un piano strutturale di manutenzione e adeguamento degli ambienti di lavoro negli uffici postali del Vicentino che tengano conto dell’aumento delle ondate di calore, ormai sempre più frequenti e intense e un necessario allargamento dell’organico per gestire la mole di lavoro presente.

Uffici postali del Vicentino nella morsa del caldo, la situazione

Questa, nel dettaglio, la situazione denunciata dalla Slc Cgil negli uffici postali del Vicentino. Le criticità segnalate riguardano numerose sedi della provincia.

Negli uffici postali di Bassano del Grappa, Marostica e Lonigo gli impianti di climatizzazione risultano guasti o funzionano solo parzialmente, con temperature interne che nelle ore del mattino raggiungono i 31-34 gradi. Una situazione che ha già portato, in alcuni casi, alla chiusura pomeridiana degli sportelli, senza però risolvere il problema durante l’orario di apertura al pubblico.

Nel Centro di Distribuzione di Lonigo, dove operano i portalettere, il malfunzionamento dell’impianto di climatizzazione costringe invece il personale a lavorare in locali che raggiungono i 32-33 gradi già alle 10 del mattino: i climatizzatori portatili e i ventilatori installati dall’azienda si sono rivelati del tutto insufficienti a garantire condizioni di lavoro salubri.

Nel Centro di Distribuzione di Vicenza San Lazzaro, oltre al ritardo nella consegna delle scarpe estive – dispositivi di protezione individuale obbligatori – necessari per poter effettuare il loro lavoro e al caldo oltre i limiti previsti negli ambienti chiusi, la Slc Cgil denuncia anche il forte aggravio dei carichi di lavoro conseguente alla riorganizzazione del recapito e alla riduzione del personale. I portalettere sono chiamati a coprire zone sempre più estese, con ripercussioni sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori e con un inevitabile aumento delle giacenze di corrispondenza e invii, sia ordinari sia a firma, che incidono anche sulla qualità del servizio reso ai cittadini.

Lucchino (Slc Cgil Vicenza): “Prima la tutela della salute dei lavoratori”

“Non è più accettabile affrontare ogni estate le stesse emergenze – dichiara Alan Lucchino, referente della provincia di Vicenza per la SLC CGIL -. Le misure tampone adottate finora, come ventilatori o condizionatori portatili, non sono sufficienti a garantire un ambiente di lavoro salubre.

La tutela della salute dei lavoratori e anche dei cittadini che accedono agli uffici deve venire prima di qualsiasi obiettivo produttivo. La crisi climatica non è un evento eccezionale ma una condizione strutturale con cui bisogna fare i conti – prosegue Lucchino – e Poste Italiane deve programmare gli interventi sugli impianti di climatizzazione prima dell’inizio della stagione estiva, evitando di rincorrere le emergenze quando ormai il caldo è insostenibile, facendo pagare ai lavoratori e alle lavoratrici il prezzo della sua disorganizzazione.

Dove non è possibile garantire condizioni di sicurezza, gli uffici devono essere chiusi fino al ripristino di un microclima adeguato. Come se non bastasse, alle criticità determinate dalle alte temperature si sommano quelle organizzative che noi avevamo denunciato ben prima dell’inizio del caldo.

Nel Centro di Distribuzione di Vicenza San Lazzaro, da cui opera il recapito della città, la riorganizzazione delle zone effettuata dall’azienda e la riduzione del personale hanno determinato un forte incremento dei carichi di lavoro. I portalettere sono chiamati a coprire aree sempre più estese, con inevitabili ripercussioni sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori e sulla qualità del servizio perché si raggiunge un alto livello di accumulo di giacenze di corrispondenza, sia ordinaria sia a firma, che è la conseguenza dell’ignavia di un’azienda che ignora le carenze di organico e scarica sul personale presente”.