Vicenza, lavoro e ondate di caldo: incontro in Prefettura con i sindacati. Puggioni (Cgil Vicenza): “Collaboriamo, ma nessun compromesso sulla vita dei lavoratori”

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CGIL, CISL e UIL Vicenza avranno a giorni un incontro con il Prefetto Filippo Romano per discutere del tema del lavoro con caldo eccessivo. “Siamo stati convocati per la prossima settimana“, riferisce a ViPiù Giancarlo Puggioni, segretario generale della CGIL di Vicenza.

Lavoro e ondate di caldo, le richieste specifiche per Vicenza

La richiesta di incontro con il prefetto, presentata d’urgenza nelle scorse ore, rientra nell’ambito di un’iniziativa sindacale d’insieme in tutte le province del Veneto.

Puggioni spiega quali saranno le richieste specifiche per il Vicentino: “Qui a Vicenza – spiega il segretario Cgil – al Prefetto chiederemo di affrontare, congiuntamente a Confindustria e agli Enti preposti, il tema del caldo nelle lavorazioni industriali e in ogni altro settore dove opera del personale la cui condizione di salute possa essere compromessa dalle temperature estreme durante le giornate più a rischio.

Crediamo che il sostegno della prefettura possa permettere alle parti sociali di affrontare per mezzo della contrattazione l’emergenza determinata da particolari situazioni che rischiano di causare pericolose condizioni di stress termico a lavoratrici e lavoratori”.

Puggioni (Cgil): “Ripensare l’organizzazione del lavoro”

Anche nei giorni scorsi, la Cgil Vicenza era stata critica nei confronti delle ordinanze emanate dalla Regione per regolare il lavoro nelle ore di maggiore caldo. Le lamentele principali erano riferite ai ritardi nell’assunzione di provvedimenti e, soprattutto, l’esclusione di alcune categorie di lavoratori.

In vista dell’incontro in Prefettura a Vicenza, Puggioni garantisce che l’intento del sindacato è di collaborare con la Regione Veneto e con le associazioni datoriali, ma anche che non sono contemplati compromessi al ribasso che escludono intere categorie di lavoratori.

“Per noi – ha specificato – non è più possibile continuare a far finta di nulla finché il caldo non ci piomba addosso a giugno, come se fosse una fatalità. Non possiamo più lavorare in perenne stato di emergenza, è necessario ripensare strutturalmente i tempi di lavoro e i tempi di vita durante la stagione estiva. Inoltre, andrebbero ripensati anche i luoghi di lavoro, con i giusti investimenti per ammodernare e rendere vivibili gli ambienti di lavoro in tutte le stagioni dell’anno.

Le attività esposte – ha aggiunto il segretario della Cgil di Vicenza – devono essere riorganizzate, i turni modificati, i carichi alleggeriti e i lavori pesanti sospesi nelle ore più calde, assicurando l’uso della Cassa Integrazione ordinaria o deroghe specifiche che coprano integralmente la retribuzione.

Fermare la produzione quando il caldo uccide non deve tradursi in una perdita economica per chi vive del proprio stipendio e anche le associazioni datoriali, oltre alle istituzioni, devono comprendere questa necessità ormai non più procrastinabile. Come Cgil di Vicenza – conclude Giancarlo Puggioni – utilizzeremo ogni strumento sindacale e legale a nostra disposizione per difendere il diritto inalienabile alla salute perché la vita delle persone non è una variabile subordinata al profitto”.