Dal 30 luglio Aida all’Arena di Verona è d’oro nella produzione di Zeffirelli

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(Adnkronos) – Stesso titolo, nuovi interpreti, nuova veste. Dal 30 luglio l’Arena di Verona riporta in scena Aida, l’opera più amata e rappresentata in Anfiteatro, in un secondo allestimento. Dopo il cristallo, sarà l’oro ad abbagliare il pubblico del 103° Opera Festival, nella visione sontuosa firmata dal regista e scenografo Franco Zeffirelli, con costumi di Anna Anni e coreografie di Vladimiri Vasiliev. In scena Kurzak, Alagna, Siri, Eyvazov, Netrebko, Kaufmann, Tézier, Margaine, Vinogradov, Baek: sono solo alcune delle stelle dell’opera, accanto ad attesi debutti, che si alterneranno sull’immenso palcoscenico areniano sotto la direzione del maestro Ommassini. La prima è già sold-out, altre sei repliche fino al 10 settembre.

Il titolo che ha dato il via all’Arena di Verona Opera Festival, nel 1913, è divenuto nel corso di un secolo l’opera più amata e ricorrente in Anfiteatro, collezionando ben 783 recite. E, dopo le repliche dell’allestimento di Poda, protagonista nei mesi di giugno e luglio, la seconda parte dell’estate porta in scena l’Egitto dorato e pervaso di pietre multicolori e tessuti preziosi immaginato da Zeffirelli. Una produzione areniana che, secondo i dati di biglietteria, a metà agosto toccherà quota 1 milione e 500 mila spettatori.

Zeffirelli, infatti, tornò ad Aida in Arena nel 2002, firmando la sua terza creazione per l’Anfiteatro. L’antico Egitto vi è rappresentato in una dimensione mitica, quasi fiabesca, che si allontana dalla possibile goffaggine del genere “peplum” per assumere il bagliore dell’oro. L’oro è luce e potere nelle sale di Menfi, ma le maestose facciate della piramide centrale (con cambi di scena tanto rapidi quanto silenziosi) possono diventare ombrose distese di dune al chiaro di luna, misteriose mura di palazzi e templi inaccessibili da cui emanano misteriose nuvole di incenso. Ad impreziosire questo gioco di luci e ombre, mille sfumature di colore, simili a pietre preziose in cui sono scolpite le sfingi, o a raffinati lini e sete, nei costumi della fidata e pluripremiata collaboratrice Anna Anni. Gli spazi cambiano agilmente e la messa in scena di Zeffirelli, con un sapiente uso della luce, riesce a portare lo sguardo di ogni spettatore, come nelle migliori produzioni cinematografiche, dalla dimensione pubblica delle piazze affollate al primo piano dei monologhi, delle preghiere, delle confessioni d’amore o dei segreti di guerra. L’allestimento, dopo le prime riprese fino al 2006, è tornato nella programmazione del Festival solo negli anni 2010, 2015, 2018 e 2022. Dal 30 luglio torna in scena per il Festival 2026 con le coreografie di Vladimir Vasiliev e centinaia tra artisti del coro, danzatori, trombe egizie, mimi e figuranti.

L’Orchestra di Fondazione Arena e il Coro preparato da Roberto Gabbiani saranno diretti dal maestro Francesco Ommassini. Cast di stelle: per tre sere la titolare sarà Aleksandra Kurzak, affiancata dall’esordiente tenore SeokJong Baek (30 luglio) e dal compagno d’arte e di vita Roberto Alagna (9 e 23 agosto). Per un’unica eccezionale serata, Anna Netrebko sarà la principessa etiope il 30 agosto. Mentre il 10 settembre, grande ritorno nel ruolo di Radames per Jonas Kaufmann, il re dei tenori. Maria José Siri sarà Aida per altre due recite (toccando la sua recita numero 200 nella parte), così come Yusif Eyvazov e Paolo Lardizzone come Radames, mentre Clémentine Margaine sarà unica Amneris, così come Youngjun Park Amonasro (ad eccezione della serata del 30 agosto, in cui il personaggio sarà interpretato da Ludovic Tézier). Ad Alexander Vinogradov e Simon Lim, come gran sacerdote Ramfis si avvicenderà il basso Gianluca Buratto. Completano il cast Abramo Rosalen e Mariano Buccino (Re degli Egizi), Carlo Bosi e Riccardo Rados (Messaggero), Francesca Maionchi (Gran sacerdotessa) nonché i primi ballerini Eleana Andreoudi e Ionuţ-Andrei Diniţă, solisti con il Ballo areniano coordinato da Gaetano Petrosino, e Tea Bajic come Akmen, ruolo ideato da Zeffirelli nel 2002 appositamente per Carla Fracci, spirito guida che accompagna i protagonisti dell’opera lungo le fatali vicende che li attendono.

Dopo la prima recita del 30 luglio, già sold-out, Aida replica il 9, 15, 23, 30 agosto e il 4 e 10 settembre alle ore 21.

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