Fisco, Int: “Bene la riforma della giustizia tributaria ma non mancano le criticità”

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(Adnkronos) – Un positivo giudizio di massima sulla riforma della giustizia tributaria, senza tralasciare alcune criticità. E’ quello espresso dall’Istituto nazionale tributaristi (Int), che è stato invitato, dalle commissioni Giustizia e Finanze del Senato della Repubblica, a presentare una memoria in merito allo schema di decreto legislativo Ag 419, recante disposizioni in materia di ordinamento della giurisdizione tributaria. Il presidente dell’Int, Riccardo Alemanno, che ha firmato la memoria, ringraziate le commissioni, ha espresso un positivo il giudizio di massima sull’Ag 419 e più in generale sulla riforma della giustizia tributaria, senza però tralasciare di evidenziare alcuni punti di criticità.  

Nella relazione dell’Int, in particolare, si legge: “Viene colmato il vuoto normativo sullo ‘status’ del magistrato togato: la legge n. 130/2022 aveva introdotto i magistrati tributari professionali disciplinandone il reclutamento e il trattamento economico, ma senza regolarne l’assetto ordinamentale. Il decreto colma questa lacuna equiparando, per quanto compatibile, lo status dei magistrati tributari a quello dei magistrati ordinari e istituisce il Ruolo unico nazionale, che sarà pubblicato annualmente e sarà tenuto dal Consiglio di presidenza della giustizia tributaria (Cpgt), ciò è sicuramente di grande importanza e si auspica una celere emanazione di decreti ministeriali e delle necessarie delibere del Cpgt”.  

L’Int inoltre condivide gli interventi sulla responsabilità disciplinare, in particolare “il chiarimento che l’attività di interpretazione del diritto e valutazione delle prove non costituisce illecito disciplinare e il rafforzamento delle garanzie difensive”.  

 

 

Per quanto riguarda le criticità, si possono così sintetizzare. Procedura d’Infrazione Ue sui giudici onorari: la Commissione europea ha avviato (con lettera del 4 giugno 2026) una procedura d’infrazione per la disparità di trattamento e le differenti condizioni di lavoro tra giudici tributari onorari e magistrati professionali. Il decreto disciplina lo stato dei soli magistrati togati, lasciando aperto il nodo della tutela dei giudici onorari ancora presenti. 

Ancora, il decreto Ag 419 rappresenta un fondamentale passo in avanti nell’istituzione di una magistratura tributaria professionale e strutturata al pari di quella ordinaria. Tuttavia, lascia irrisolti, secondo l’Int, nodi strutturali pressanti, in primis la procedura d’infrazione europea sui giudici onorari e la sostenibilità dei carichi di lavoro nel periodo transitorio di ricambio generazionale. 

E per l’Int, si ritengono elementi di criticità le incompatibilità familiari e territoriali nel contesto dello schema di decreto legislativo, i magistrati tributari finiscono per subire limitazioni geografiche e professionali più stringenti rispetto a quelle previste per i magistrati ordinari o amministrativi, ponendo l’esigenza di un riallineamento che valorizzi l’accertamento concreto dell’interferenza anziché automatismi su vasta scala territoriale. 

 

 

Alemanno ha colto l’occasione per sottolineare la necessità di rivedere l’abilitazione del tributarista all’ assistenza tecnica dinanzi alle Corti di Giustizia Tributaria: “Attualmente i tributaristi iscritti al 30/09/1993 nei ruoli dei periti ed esperti in tributi sono abilitati all’assistenza tecnica dinanzi alle Corti di giustizia tributaria ed inseriti nell’Elenco unico nazionale per l’esercizio di tale funzione. L’iscrizione nei ruoli ha evidentemente funzione di tutela della parte assistita e di qualifica del tributarista, essendo però legata alla data del 30/09/1993, il ministero della Giustizia, in ossequio al D.Lgs. del 10/10/2022 n.149, ha individuato nel tributarista qualificato ai sensi della legge 4/2013 una adeguata e nuova forma di tutela dei terzi, nonché di qualificazione professionale, tant’è che il tributarista qualificato è abilitato all’iscrizione negli albi Ctu/Ctp”, ha continuato.  

“Un professionista che per ruolo e competenza può essere ausiliario del giudice in ambito civile e penale, dovrebbe poter assistere in contenzioso il contribuente per cui cura già tutti gli adempimenti tributari e contabili. Ci si scusa per questa introduzione ad una problematica relativa alla Giustizia tributaria, ma non propriamente all’Ag 419, ma l’occasione di poter evidenziare a codeste commissioni un’esigenza professionale non più differibile, è troppo importante per chi, ai sensi della legge 4/2013, ha compiti di tutela dell’utenza e di qualificazione dei professionisti rappresentati”, ha concluso il presidente dell’Int.  

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