Scuola e disabilità, il Veneto avvia il monitoraggio e introduce l’assistente di plesso

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Scuola e disabilità

La Regione Veneto, con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 835 del 28 luglio 2026, avvia un nuovo percorso per migliorare l’inclusione scolastica degli studenti con disabilità. La Giunta regionale ha approvato un modello che punta a rendere il sistema “scuola e disabilità” più equo, moderno e sostenibile, introducendo un monitoraggio regionale e una nuova figura organizzativa: l’assistente di plesso.

Il progetto, proposto dall’assessore al Sociale Paola Roma, rappresenta il primo passo verso una revisione complessiva dei servizi socioassistenziali ed educativi nelle scuole statali e paritarie del territorio. L’obiettivo è aggiornare un sistema che oggi risente di una crescente domanda di assistenza e di una gestione frammentata tra Comuni e Aziende Ulss.

Le novità introdotte per scuola e disabilità

Due le principali novità introdotte: da un lato una mappatura dettagliata dei dati regionali, dall’altro l’avvio sperimentale dell’operatore di istituto o di plesso. Il monitoraggio, che coinvolgerà le Ulss e sarà completato entro il 31 ottobre 2026, analizzerà il numero di studenti seguiti, le ore richieste e assegnate, le risorse impiegate e le diverse tipologie di operatori coinvolti.

I dati raccolti serviranno a costruire un nuovo modello organizzativo regionale, che sarà definito entro maggio 2027 da un gruppo tecnico composto da esperti delle Ulss, dei Comuni, dell’Ufficio scolastico regionale, delle università e delle associazioni delle famiglie.

La nuova figura dell’assistente di plesso

Elemento centrale della riforma è l’introduzione dell’assistente di plesso, una figura che supera il tradizionale rapporto uno a uno tra operatore e studente. Questo professionista opererà in modo flessibile all’interno della scuola, garantendo una presenza continuativa e supportando più alunni, anche in situazioni complesse o di emergenza.

Nel frattempo, la Regione ha già chiesto alle Ulss di accorpare, dove possibile, le ore di assistenza dei singoli studenti in un unico monte ore per istituto. Una soluzione che dovrebbe migliorare la continuità del servizio e rendere più efficiente l’utilizzo delle risorse, senza ridurre il supporto garantito agli alunni.

“La scuola è un momento cruciale per costruire autonomia e futuro”, sottolinea l’assessore Roma. “Vogliamo superare le criticità e creare un modello che metta al centro la persona, garantendo pari opportunità a tutti gli studenti, indipendentemente dal territorio in cui vivono”.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio quadro della riforma nazionale della disabilità e del “Progetto di vita” dello studente, con l’obiettivo di rendere il sistema scolastico sempre più inclusivo ed efficace.