
(Adnkronos) – La procura darà parere negativo a quanto si apprende alla richiesta di arresti domiciliari per Valter Lavitola. L’ex editore e impreditore, in carcere da lunedì e al quale viene contestato il metodo mafioso, ha confessato mercoledì di essere il mandante dell’attentato nell’ottobre scorso davanti all’abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci sostenendo di averlo fatto per fargli innalzare il livello di protezione.
Ad avanzare la richiesta ieri, dopo l’interrogatorio di garanzia, il difensore di Lavitola. Alla luce dell’ammissione e di altri elementi a suo parere emersi l’avvocato Sergio Cola ha chiesto l’attenuazione della misura ritenendo che non sussistano il pericolo di fuga, la mancata collaborazione e l’inquinamento probatorio. L’ultima parola sulla decisione spetterà al gip.
L’inchiesta ha già portato a fine giugno all’esecuzione di quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna ritenuti esecutori materiali dell’attentato e accusati a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso. Destinatario della misura emessa dal gip è anche Gomes Clesio Tavares, factotum di Lavitola, che attualmente si troverebbe in Africa. Nei suoi confronti i pm capitolini avvieranno l’iter per l’estradizione.
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