Fine vita in Veneto, Manildo: «Priorità giusta prima dell’autonomia differenziata»

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Fine vita in Veneto, riunione del Consiglio regionale

Il capogruppo Pd commenta il calendario del Consiglio regionale: prima il fine vita, poi l’autonomia. «Scelta utile e passo avanti di civiltà».

Il dibattito sul fine vita in Veneto precederà quello sull’autonomia differenziata nei prossimi lavori dell’Aula, secondo quanto riferito dal capogruppo del Partito Democratico Giovanni Manildo dopo la riunione dei capigruppo. Sul secondo dossier, il Consiglio regionale ha già concluso in Prima commissione l’esame della proposta relativa alle nuove intese tra Governo e Regione.

Manildo ha accolto positivamente l’ordine dei provvedimenti, sostenendo che la disciplina sul fine vita risponda a esigenze concrete e meriti la precedenza. La sua è una valutazione politica: il consigliere parla di un provvedimento «davvero utile» e di un «passo avanti di civiltà», attribuendo alla scelta del calendario il ritorno delle priorità «al loro giusto ordine».

Il tema non arriva nuovo nel confronto regionale. All’inizio di agosto il gruppo democratico aveva presentato una proposta sulle cure palliative e sulla terapia del dolore; il progetto del Pd sul fine vita in Veneto punta a ridurre le differenze territoriali nell’accesso all’assistenza.

Fine vita in Veneto e autonomia nel calendario dell’Aula

Nelle dichiarazioni diffuse dopo la riunione, Manildo distingue i due dossier senza negare spazio all’autonomia differenziata. Il capogruppo afferma che, terminato l’esame del primo provvedimento, il Consiglio passerà agli schemi d’intesa con il Governo, sui quali l’opposizione chiede un confronto non accelerato.

La proposta sull’autonomia riguarda ulteriori forme e condizioni particolari nelle materie della protezione civile, delle professioni, della previdenza complementare e integrativa e, per alcuni aspetti, della tutela della salute e del coordinamento della finanza pubblica. Il testo ha ottenuto il via libera della Prima commissione a maggioranza, con Manildo indicato come correlatore per l’Aula.

Secondo il rappresentante dem, il Consiglio dovrà disporre del tempo necessario per esaminare le conseguenze degli schemi d’intesa. Le critiche all’efficacia del provvedimento restano una posizione dell’opposizione e non un fatto acquisito: Manildo parla infatti di lacune da illustrare durante il confronto e contesta quella che considera una rappresentazione propagandistica dell’autonomia.

La calendarizzazione apre quindi due passaggi distinti: prima il confronto sul fine vita, tema legato a procedure sanitarie e autodeterminazione, poi quello sull’assetto dei rapporti tra Stato e Regione. Saranno il dibattito e i voti dell’Aula a determinare l’esito dei due provvedimenti.