
Le sigle delle telecomunicazioni della Basilicata chiedono che il rinnovo delle licenze sostenga formazione, occupazione e territori.
Il rinnovo delle frequenze 5G deve diventare, secondo i sindacati, una leva di politica industriale e non restare una procedura soltanto tecnica. Le segreterie lucane di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc Uil e Ugl Telecomunicazioni intervengono sulla consultazione avviata dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. La delibera 199/26/CONS dell’Agcom riguarda i diritti d’uso delle bande radiomobili in scadenza il 31 dicembre 2029.
La richiesta sindacale collega il rinnovo a impegni verificabili su infrastrutture, occupazione, formazione e valorizzazione delle professionalità. Anna Russelli, Vincenzo Piccini, Giovanni Letterelli e Pino Giordano sostengono che un eventuale rinnovo non oneroso debba produrre investimenti misurabili, evitando che i costi della trasformazione digitale ricadano sui lavoratori e sui territori più fragili.
Il tema nazionale riguarda l’equilibrio tra sviluppo delle reti, automazione e tenuta occupazionale. Il potenziale industriale dell’integrazione tra 5G e intelligenza artificiale nelle telecomunicazioni è già al centro del confronto di settore; le organizzazioni chiedono ora che la crescita tecnologica sia accompagnata da politiche attive per le persone.
Rinnovo delle frequenze 5G e tutela dell’occupazione
Nel documento, le sigle citano le vertenze CallMat e Smart Paper come esempi delle difficoltà attraversate in Basilicata dalla filiera del customer care e dei servizi digitali. Si tratta della loro ricostruzione sindacale: le organizzazioni affermano che riorganizzazioni, automazione e pressione sui costi rischiano di disperdere posti di lavoro e competenze costruite negli anni.
Tra le proposte figurano investimenti per lo sviluppo del 5G Stand Alone, programmi strutturali di riqualificazione, sostegno ai territori colpiti dalla crisi del settore CRM/BPO e coinvolgimento stabile delle parti sociali. I sindacati chiedono che la formazione preceda le crisi occupazionali, anziché essere attivata quando le posizioni sono già compromesse.
La consultazione Agcom definisce il quadro regolatorio per il rinnovo e la proroga di diverse bande. Il confronto non stabilisce da solo le politiche del lavoro, ma può incidere sulle condizioni poste agli operatori e sugli obblighi collegati all’uso di una risorsa pubblica come lo spettro radio.
Per Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc Uil e Ugl Telecomunicazioni, il rinnovo delle frequenze 5G deve quindi sostenere insieme copertura, innovazione e lavoro qualificato. La posizione è rivolta al Governo e alle istituzioni nazionali, con la richiesta di aprire un tavolo che trasformi gli impegni generali in obiettivi controllabili.































