Alluvione in Nepal, cresce il trauma psicologico tra i bambini sopravvissuti e sfollati

21
Alluvione in Nepal, una famiglia con bambini nell’area colpita

Save the Children segnala paura, insonnia e isolamento tra i minori sfollati; oltre mille vittime e migliaia di dispersi dopo le inondazioni.

Dopo l’alluvione in Nepal, tra i bambini sopravvissuti crescono paura, insonnia e difficoltà a parlare di quanto accaduto. A una settimana dalle piene che hanno devastato i distretti di Rasuwa e Nuwakot, Save the Children descrive un bisogno crescente di sostegno psicologico per i minori e per le famiglie rimaste senza casa.

Secondo i dati richiamati dall’organizzazione, almeno mille persone hanno perso la vita e più di 3.900 risultano disperse. L’onda di piena, collegata al crollo di un ghiacciaio montano, ha cancellato villaggi, abitazioni e scuole. Le cifre restano attribuite alle fonti indicate da Save the Children e possono cambiare con il proseguire delle ricerche.

Nel distretto di Nuwakot, gli operatori hanno raccolto testimonianze di bambini che hanno visto scuolabus, case e persone trascinati dall’acqua. Una bambina di undici anni, identificata con un nome di fantasia per tutelarne la privacy, ha raccontato di avere perso la casa e di temere una nuova piena durante la notte.

Alluvione in Nepal, assistenza psicologica e spazi protetti

L’organizzazione ha allestito due spazi a misura di bambino nel distretto di Nuwakot e punta ad aprirne un terzo a Rasuwa, circa 120 chilometri a nord di Kathmandu. Sono luoghi dove i minori possono giocare, svolgere attività sportive e recuperare una routine, mentre consulenti specializzati offrono supporto psicosociale.

L’intervento affianca la distribuzione di torce, coperte, sapone e altri beni essenziali. Le piogge previste rischiano però di rallentare i soccorsi e la consegna degli aiuti nelle aree rurali più isolate. Al disagio dei bambini si aggiunge quello dei genitori che hanno perso abitazione, lavoro e fonti di reddito.

Save the Children stima che almeno 65 mila persone abbiano bisogno immediato di acqua e servizi igienico-sanitari, mentre circa 22 mila necessitano di interventi di protezione. Dati delle Nazioni Unite citati dall’organizzazione indicano inoltre 80 scuole nell’area interessata dal fiume: 19 avrebbero subito danni e nove sarebbero state distrutte.

La crisi conferma quanto gli eventi estremi espongano i minori non soltanto a rischi fisici, ma anche a conseguenze emotive durature, un tema affrontato pure nelle iniziative educative dedicate ai bambini nelle emergenze. Dopo l’alluvione in Nepal, la ricostruzione delle comunità passa quindi anche dalla tutela della salute mentale.