Importazioni dal Brasile, Cisint chiede reciprocità sugli standard agroalimentari UE

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Importazioni dal Brasile, bandiere UE davanti alla Commissione europea

L’europarlamentare leghista collega le nuove regole sugli antimicrobici al negoziato Mercosur. La Commissione precisa prodotti e verifiche.

Sulle importazioni dal Brasile e sui nuovi requisiti europei per gli alimenti di origine animale interviene Anna Maria Cisint, europarlamentare della Lega e componente del gruppo Patriots for Europe. La parlamentare sostiene che il caso confermi la necessità di reciprocità tra gli standard applicati agli allevatori dell’Unione e quelli richiesti ai Paesi del Mercosur.

La Commissione europea ha illustrato il quadro durante il briefing del primo settembre: dal 3 settembre gli animali destinati alla produzione alimentare e i relativi prodotti esportati verso l’UE devono rispettare le restrizioni europee sull’uso degli antimicrobici. Il Brasile, al momento del briefing, non figurava nell’elenco dei Paesi per i quali erano state acquisite tutte le garanzie richieste.

La portavoce della Commissione ha però distinto le diverse situazioni. Per pollame e miele era in corso un audit, mentre per la carne bovina mancavano ancora specifiche garanzie; Bruxelles ha inoltre riferito di contatti aperti con le autorità brasiliane per consentire la ripresa delle importazioni una volta dimostrata la conformità. Il provvedimento non viene quindi presentato dall’esecutivo europeo come una sanzione legata direttamente all’accordo Mercosur.

Importazioni dal Brasile, la posizione di Cisint sul Mercosur

Cisint legge comunque il passaggio come un segnale politico più ampio. A suo giudizio, un prodotto che entra nel mercato europeo deve offrire le stesse garanzie richieste a chi produce nell’Unione, non soltanto al momento del controllo alla frontiera ma lungo l’intero ciclo di allevamento, trattamento e tracciabilità.

Secondo l’europarlamentare, la questione coinvolge sia la sicurezza alimentare sia la competitività del settore agricolo europeo, chiamato a sostenere costi crescenti per norme sanitarie, ambientali e sul benessere animale. Si tratta di una posizione politica, che si inserisce nel dibattito sulle garanzie chieste dagli agricoltori europei rispetto al Mercosur.

Le regole richiamate dalla Commissione vietano l’impiego di antimicrobici per favorire crescita o resa negli animali e l’uso veterinario di medicinali riservati al trattamento delle infezioni umane. Nel confronto sulle importazioni dal Brasile, resta dunque necessario distinguere i requisiti sanitari già operativi, gli esiti ancora attesi degli audit e le valutazioni politiche sul futuro accordo commerciale.