Fine vita in Veneto, Boldrin (ORA!): «Segnale nazionale perché il Parlamento legiferi»

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Posizione di Boldrin sul fine vita, aula del Consiglio Veneto

Michele Boldrin accoglie con favore la legge veneta sul fine vita e chiede al Parlamento regole nazionali uniformi su procedure, tempi e garanzie.

La posizione di Boldrin sul fine vita arriva dopo l’approvazione della legge regionale veneta sulle procedure sanitarie per il suicidio medicalmente assistito. Il segretario di ORA! e consigliere comunale di Venezia definisce il voto un aiuto concreto per persone malate in condizioni estreme e, nello stesso tempo, un richiamo al Parlamento affinché intervenga con una disciplina valida in tutto il Paese. Il ruolo istituzionale di Boldrin è riportato nella scheda del Consiglio comunale di Venezia.

La dichiarazione distingue la scelta compiuta dal Veneto dalla necessità di un quadro nazionale. Secondo Boldrin, lo Stato dovrebbe garantire ovunque cure palliative adeguate, la possibilità di esprimere anticipatamente le proprie decisioni e regole chiare sul fine vita, evitando che l’accesso alle procedure dipenda dalla regione di residenza.

Tra gli aspetti indicati figurano tempi certi per le risposte, responsabilità individuate, valutazione clinica, intervento del comitato etico e possibilità di ricorso. Sono punti che il rappresentante di ORA! collega ai principi fissati dalla Corte costituzionale e alla tutela delle persone nelle situazioni di maggiore fragilità.

Posizione di Boldrin sul fine vita e richiesta di norme nazionali

Boldrin sostiene che il tema non debba essere letto soltanto attraverso gli schieramenti politici. La sua è una valutazione esplicitamente liberale, centrata sulla libertà individuale, sulla dignità e sulla capacità delle istituzioni di assumere decisioni in una materia delicata.

Il voto del Consiglio regionale ha già aperto un confronto politico molto ampio. L’esito dell’aula e i contenuti essenziali della norma sono stati ricostruiti nell’articolo sulla legge veneta per il fine vita, approvata con il contributo di forze appartenenti a maggioranza e opposizione.

Nella lettura di Boldrin, proprio la capacità del Veneto di confrontarsi e decidere dovrebbe ora tradursi in un impulso nazionale. La richiesta conclusiva è che il Parlamento affronti la materia, rendendo uniformi diritti, procedure e garanzie senza cancellare il lavoro già svolto dalle regioni.