
Autonomia veneta e scuole dell’infanzia: Nicolò Rocco si astiene sulle prime intese e propone di concentrare il confronto con lo Stato sul finanziamento delle paritarie.
Autonomia veneta e scuole dell’infanzia: sono il punto centrale dell’intervento di Nicolò Rocco, consigliere regionale dei Riformisti Veneti in Azione, durante il voto sulle prime funzioni oggetto di autonomia differenziata. Rocco motiva la propria astensione sostenendo alcune materie, come protezione civile e previdenza complementare, ma esprimendo perplessità sulla regionalizzazione delle professioni. La sua appartenenza e i suoi incarichi sono indicati nella scheda ufficiale del Consiglio regionale.
La proposta politica più specifica riguarda il sistema educativo da zero a sei anni. Rocco afferma che in Veneto il 65 per cento dei bambini frequenta asili e scuole paritarie senza fini di lucro e stima in quasi 500 milioni di euro all’anno il risparmio ottenuto dallo Stato grazie al ruolo del privato sociale accreditato.
Secondo il consigliere, le famiglie venete sostengono rette necessarie a compensare trasferimenti statali insufficienti, mentre le risorse risparmiate non tornano sul territorio. Da qui la richiesta di indirizzare la trattativa con il Governo verso un obiettivo concreto: recuperare fondi per ridurre il costo delle scuole dell’infanzia.
Autonomia veneta e scuole dell’infanzia: la proposta di Rocco
Rocco invita le forze politiche a evitare contrapposizioni rigide e a costruire un’iniziativa trasversale. La cifra dei 500 milioni e le valutazioni sul sistema paritario sono attribuite al consigliere e rappresentano la base della sua proposta, non un dato autonomamente certificato nell’atto votato dall’aula.
Il Consiglio regionale ha approvato gli schemi d’intesa sulle materie non legate ai livelli essenziali delle prestazioni. Il quadro del voto è disponibile nell’articolo sulle intese per l’autonomia differenziata del Veneto.
La disponibilità finale di Rocco è quella di promuovere un confronto anche con i parlamentari di Azione, qualora il presidente Alberto Stefani condivida la priorità. L’obiettivo dichiarato è trasformare l’autonomia in un intervento misurabile sulle rette e sul sostegno alle famiglie.

































