Autonomia, Barbisan e Pressi aprono al confronto con il gruppo Resistere Veneto

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Collaborazione sull’autonomia del Veneto nell’aula regionale

I capigruppo Riccardo Barbisan e Matteo Pressi giudicano significativo il voto favorevole di Resistere Veneto e propongono un confronto sui contenuti dell’autogoverno.

La collaborazione sull’autonomia del Veneto proposta da Riccardo Barbisan e Matteo Pressi nasce dal voto favorevole espresso dal gruppo Szumski Resistere Veneto sugli schemi d’intesa. I capigruppo di Lega-Liga Veneta e Stefani Presidente definiscono quella scelta un’apertura politica da raccogliere e dichiarano la disponibilità a discutere nel merito. La posizione è stata diffusa attraverso la sala stampa del Consiglio regionale del Veneto.

Barbisan e Pressi precisano che le identità dei gruppi restano distinte. Il possibile terreno comune riguarda l’autonomia e l’autogoverno regionale, con l’esame delle proposte depositate da Resistere Veneto e la verifica dei contenuti sui quali costruire iniziative condivise.

L’apertura viene collegata al presidente della Regione Alberto Stefani, con il quale i due capigruppo intendono coordinare un eventuale confronto. La dichiarazione non annuncia un accordo già concluso, ma la disponibilità a trasformare il voto in un percorso politico e istituzionale.

Collaborazione sull’autonomia del Veneto dopo il voto in aula

Il passaggio si colloca nella giornata in cui il Consiglio regionale ha approvato gli schemi d’intesa sulle prime materie da negoziare con il Governo. Il risultato e i contenuti del provvedimento sono ricostruiti nell’articolo sul voto per l’autonomia differenziata.

Le parole dei due esponenti di maggioranza riguardano quindi le conseguenze politiche del voto di Resistere Veneto. Secondo Barbisan e Pressi, le proposte presentate dal gruppo possono offrire un punto di partenza, purché siano valutate dagli uffici e discusse senza confondere percorsi e appartenenze.

La collaborazione sull’autonomia del Veneto resta per ora una disponibilità dichiarata. Il suo sviluppo dipenderà dal confronto sui singoli contenuti e dalla capacità dei gruppi di individuare iniziative concrete nell’interesse regionale. Barbisan e Pressi estendono l’apertura anche ad altri possibili percorsi politico-istituzionali, senza indicare accordi organizzativi o scadenze già definite.