Bando Protezione civile, Venturini replica: «Criteri oggettivi e uguali per tutti»

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Bando Protezione civile Veneto per mezzi e attrezzature

L’assessora regionale risponde alle critiche sui contributi destinati al volontariato e illustra domande, esclusioni e possibilità di scorrimento.

Il bando Protezione civile Veneto è stato costruito con criteri oggettivi, trasparenti e uguali per tutte le organizzazioni. È la replica dell’assessora regionale Elisa Venturini alle contestazioni sulla distribuzione dei contributi, arrivate in particolare dal Bellunese. Le regole della procedura sono contenute nella deliberazione ufficiale della Giunta regionale che ha approvato il bando per l’acquisto di mezzi e dotazioni da parte delle associazioni di volontariato.

L’intervento segue le accuse dei consiglieri comunali di Belluno Jacopo Lovat e Franco Roccon e dell’eurodeputato Giovanni Szumski, riportate nell’articolo sui fondi alla Protezione civile bellunese. I tre esponenti avevano contestato l’assenza di contributi per le associazioni della provincia e chiesto chiarimenti alla Regione.

Bando Protezione civile Veneto, i numeri citati da Venturini

Venturini afferma che i criteri sono stati proposti dagli uffici regionali, condivisi con i rappresentanti del volontariato, sottoposti al parere favorevole della Seconda commissione consiliare e infine approvati dalla Giunta. Secondo l’assessora, la procedura non lasciava margini a valutazioni discrezionali di carattere politico.

Per le attrezzature, riferisce Venturini, dal Bellunese sono arrivate sei domande, mentre dalla provincia di Padova ne sono state presentate 28, con una esclusione. Sul capitolo dei mezzi, le richieste bellunesi sono state sette, due delle quali escluse; quelle padovane 34, con una esclusione. I numeri vengono indicati dall’assessora per spiegare la diversa presenza territoriale nelle graduatorie.

La replica regionale precisa inoltre che la graduatoria resta valida. Qualora venissero stanziate altre risorse, sarebbe quindi possibile procedere con lo scorrimento e finanziare ulteriori domande ammesse. Questo elemento non modifica l’esito attuale, ma lascia aperta la possibilità di nuovi contributi senza riavviare da zero la selezione.

Venturini si dice disponibile a raccogliere osservazioni e proposte per migliorare i criteri del prossimo bando. La posizione della Regione risponde così sul metodo e sui dati della procedura, mentre resta distinto il giudizio politico espresso dagli amministratori bellunesi sulla distribuzione territoriale delle risorse.