Stellantis, Ugl critica le regole europee: «Difendere produzione e occupazione»

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Stellantis regole europee e produzione auto

L’Ugl Metalmeccanici chiede regole europee più flessibili per l’automotive e lega la transizione alla tutela di stabilimenti, filiera e lavoro.

Il rapporto tra Stellantis regole europee e mercato dell’auto torna al centro dell’intervento dell’Ugl Metalmeccanici. Il segretario nazionale Antonio Spera, attraverso il sito del sindacato dei metalmeccanici Ugl, chiede all’Unione europea di rivedere obiettivi e sanzioni che, a suo giudizio, non riflettono la domanda reale.

La dichiarazione prende spunto dalle valutazioni espresse da Emanuele Cappellano, responsabile globale di Stellantis Pro One, durante una tavola rotonda con giornalisti italiani all’IAA di Hannover. Al centro ci sono le norme sulle emissioni di anidride carbonica per i veicoli commerciali e le ricadute industriali della transizione.

Il confronto è collegato al più ampio dibattito sulle politiche europee per l’auto, già affrontato nell’articolo dedicato al rilancio della produzione automobilistica in Europa. Produttori e organizzazioni sindacali chiedono di conciliare decarbonizzazione, investimenti e capacità competitiva.

Stellantis regole europee: la posizione dell’Ugl sulla transizione

Spera precisa che il sindacato non contesta la transizione energetica, ma il metodo con cui viene applicata. Secondo l’Ugl, domanda, costi, infrastrutture e tempi industriali devono essere considerati prima di introdurre multe che potrebbero pesare su produttori e lavoratori.

La richiesta comprende neutralità tecnologica, politiche industriali e investimenti destinati agli stabilimenti e alla filiera. Il segretario sostiene inoltre che vincoli non calibrati possano favorire le importazioni, riducendo la capacità produttiva europea.

Si tratta della posizione espressa da un’organizzazione sindacale nel confronto sulle scelte comunitarie. Il nodo riguarda la possibilità di raggiungere gli obiettivi climatici senza accelerare processi di deindustrializzazione. Per l’Ugl, la sostenibilità ambientale deve quindi procedere insieme alla sostenibilità occupazionale e alla difesa della produzione nazionale.