Riforma delle Ipab in Veneto, il PD: «Prima ospiti, famiglie e non autosufficienza»

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Riforma delle Ipab in Veneto e servizi per la non autosufficienza

Sulla riforma delle Ipab in Veneto il PD apre al confronto, ma chiede priorità per ospiti, qualità dell’assistenza e sostegno alla non autosufficienza.

La riforma delle Ipab in Veneto può ripartire soltanto mettendo al centro gli ospiti, la qualità delle cure e i diritti delle famiglie. È la posizione espressa dai consiglieri regionali del Partito Democratico Giovanni Manildo e Chiara Luisetto, vicentina, nel dibattito riaperto in Consiglio regionale del Veneto sul futuro delle istituzioni pubbliche di assistenza.

I due esponenti dichiarano la disponibilità del gruppo a un confronto costruttivo, ma avvertono che il riordino non può ridursi alle sole regole di governance. Prima di definire assetti e organi, sostengono, occorre chiarire quali garanzie saranno assicurate alle persone fragili e come verrà affrontato in modo strutturale il problema della non autosufficienza.

Manildo e Luisetto chiedono un piano organico, standard assistenziali elevati e vincolanti, finanziamenti certi e un numero adeguato di impegnative per la residenzialità. Il tema delle risorse è decisivo perché, quando la quota sanitaria non copre il bisogno, una parte crescente dei costi ricade sulle famiglie e le strutture faticano a mantenere in equilibrio i bilanci.

Riforma delle Ipab in Veneto e garanzie per le persone fragili

La discussione si collega al più ampio confronto sui servizi per la non autosufficienza in Veneto, che coinvolge assistenza domiciliare, residenzialità, personale e sostegno ai caregiver. Le case di riposo pubbliche rappresentano infatti un presidio essenziale in molti territori, compresa la provincia di Vicenza, dove l’invecchiamento della popolazione rende la domanda sempre più rilevante.

Secondo i consiglieri dem, la sostenibilità del sistema socio-sanitario deve procedere insieme alla dignità delle persone vulnerabili. Una riforma efficace dovrebbe perciò definire non solo chi amministra gli enti, ma anche livelli omogenei di servizio, criteri trasparenti e risposte finanziarie capaci di evitare disparità tra territori e tra nuclei familiari.

Il confronto politico entra ora nella fase in cui le disponibilità dichiarate dovranno tradursi in proposte verificabili. Per il PD il banco di prova sarà la capacità della Regione di collegare la riforma delle Ipab in Veneto a una strategia complessiva sulla non autosufficienza, con tempi, risorse e impegni misurabili.