
I due eurodeputati veneti intervengono con posizioni contrapposte su caldo, incendi e siccità: al centro combustibili fossili, prevenzione e Green Deal.
Scontro veneto sul clima a Strasburgo durante il dibattito del Parlamento europeo sulle ondate di calore, gli incendi boschivi e la siccità dell’estate 2026. Gli eurodeputati veneti Cristina Guarda, di Alleanza Verdi e Sinistra, e Sergio Berlato, di Fratelli d’Italia-ECR, hanno indicato priorità radicalmente diverse. Il contesto istituzionale è quello dei lavori della plenaria del Parlamento europeo.
Guarda sostiene che la principale misura di prevenzione sia l’abbandono dei combustibili fossili e accusa le istituzioni europee di intervenire sui danni senza colpirne le cause. Nel suo intervento attribuisce alla crisi climatica 35 mila morti per caldo e 700 mila ettari bruciati, dati presentati dalla parlamentare nel quadro di una richiesta di transizione ecologica immediata.
Berlato concentra invece l’attenzione sulle responsabilità umane negli incendi e richiama una statistica secondo la quale il 96% dei roghi boschivi europei avrebbe origine accidentale o dolosa. Chiede che le risorse europee siano indirizzate soprattutto alla prevenzione e all’educazione dei cittadini, criticando duramente il Green Deal.
Scontro veneto sul clima: due ricette opposte per l’Europa
Le due dichiarazioni partono dallo stesso bilancio di un’estate segnata da eventi estremi ma arrivano a conclusioni opposte. Guarda lega la prevenzione alla riduzione delle emissioni e alla rapida uscita dai combustibili fossili; Berlato insiste sui comportamenti individuali, sul contrasto ai piromani e su investimenti operativi, giudicando le politiche verdi europee onerose e inefficaci.
Il confronto riflette una divisione politica già emersa anche nel Veneto, dove il tema ambientale incrocia agricoltura, gestione dell’acqua, qualità dell’aria e sicurezza del territorio. Sullo sfondo rimane il dibattito sulle conseguenze del cambiamento climatico in Veneto e sulle misure con cui amministrazioni nazionali ed europee intendono affrontarle.
Lo scontro veneto sul clima mette quindi a confronto non soltanto due partiti, ma due diverse letture del rapporto tra cause strutturali e prevenzione immediata. Le affermazioni, i giudizi e i numeri riportati restano attribuiti ai rispettivi eurodeputati.

































