Cedolare secca per i negozi, Confcommercio Vicenza rilancia la proposta al Governo

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Cedolare secca per i negozi e commercio di vicinato

Il presidente Nicola Piccolo chiede un regime fiscale legato alla riduzione degli affitti per sostenere commercio e centri urbani.

Cedolare secca per i negozi, Confcommercio Vicenza rilancia la richiesta di introdurre un regime fiscale sulle locazioni commerciali, collegandolo a una riduzione del canone a favore degli esercenti. La proposta nazionale è sostenuta sul territorio dall’associazione dei commercianti vicentini, che la considera uno strumento per il commercio di vicinato e per il recupero dei locali sfitti.

Il tema è stato affrontato durante un incontro tra la vicepresidente di Confcommercio con delega alle politiche fiscali, Donatella Prampolini, e il viceministro dell’Economia Maurizio Leo. Secondo l’associazione, dal Governo sarebbe arrivata un’apertura da tradurre ora in una misura concreta e delimitata.

Nicola Piccolo, presidente di Confcommercio Vicenza, propone che l’agevolazione riguardi soprattutto i negozi di prossimità e sia subordinata a una riduzione contrattuale dell’affitto. In questo modo, sostiene, il beneficio fiscale non resterebbe soltanto al proprietario ma contribuirebbe a rendere più sostenibile l’attività del conduttore.

La richiesta si collega al confronto sulla tenuta dei negozi di prossimità nei quartieri di Vicenza, considerati anche un presidio sociale e di sicurezza per le aree urbane.

Cedolare secca per i negozi e rilancio dei locali sfitti

Confcommercio segnala difficoltà particolari per tessile, abbigliamento e calzature, comparti nei quali la contrazione dei consumi si somma al peso dei canoni. L’agevolazione potrebbe quindi favorire sia le attività già presenti sia la riapertura di spazi chiusi perché l’affitto iniziale è troppo elevato.

Piccolo richiama anche l’aumento delle spese fisse, dall’energia ai trasporti, e ritiene che la riduzione del carico fiscale sugli immobili possa produrre ricadute positive sulla vitalità dei centri storici. Le valutazioni sui costi e sui benefici della misura sono attribuite all’associazione.

La cedolare secca per i negozi resta al momento una proposta. Il passaggio decisivo sarà definire categorie interessate, aliquota, condizioni contrattuali e garanzie affinché la riduzione fiscale si traduca effettivamente in canoni più sostenibili.