
Il Consiglio regionale rinvia il blocco dei diesel Euro 5: Dalla Pozza apre un credito alla Giunta, Cunegato e Ostanel chiedono risorse vere.
Il blocco diesel Euro 5 divide le opposizioni in Consiglio regionale del Veneto, pur facendo emergere una richiesta comune: la transizione ambientale non può gravare sulle famiglie e sulle piccole imprese senza adeguati sostegni. Il provvedimento sulle misure urgenti per la qualità dell’aria, illustrato nell’attività del Consiglio regionale del Veneto, rinvia il blocco strutturale della circolazione per questi veicoli.
Antonio Dalla Pozza, consigliere regionale del Partito Democratico e correlatore del provvedimento, ha scelto l’astensione. La definisce una decisione di responsabilità, motivata dalla necessità di non scaricare dall’oggi al domani i costi sulle persone che non possono sostituire l’automobile. Il suo voto, precisa, non rappresenta però un assegno in bianco alla Giunta.
La discussione segue le altre prese di posizione sul rinvio del blocco diesel Euro 5 in Veneto. Dalla Pozza chiede fondi regionali, controlli sull’attuazione delle misure, un piano regionale unico e vincolante e incentivi per Move-In, sostituzione degli impianti obsoleti a biomassa e smart working nella pubblica amministrazione.
Blocco diesel Euro 5, il voto contrario di Cunegato e Ostanel
Carlo Cunegato ed Elena Ostanel, di Alleanza Verdi e Sinistra, hanno invece votato contro. Nella loro nota sostengono che nel 2023 l’inquinamento atmosferico abbia causato in Veneto 5.833 morti premature, dato che attribuiscono alla gravità della qualità dell’aria regionale. Ricordano inoltre che le limitazioni derivano dal contenzioso europeo e dalle norme nazionali approvate negli anni scorsi.
Anche AVS contesta l’assenza di stanziamenti specifici. Cunegato e Ostanel confrontano il Veneto con Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna e osservano che il provvedimento regionale viene approvato a invarianza finanziaria. A loro giudizio, il bando auto previsto per il 2026, con una dotazione indicata in nove milioni di euro, non è sufficiente a sostenere chi possiede un diesel Euro 5 e non ha la possibilità economica di cambiarlo.
Le due posizioni divergono dunque sul voto ma convergono sulla necessità di finanziare davvero le alternative. Dalla Pozza concede tempo alla Giunta e annuncia una verifica nei prossimi mesi; Cunegato e Ostanel ritengono invece che il rinvio senza misure già approvate e vincolanti rischi di lasciare irrisolti sia il problema sociale sia quello sanitario.
Il confronto sul blocco diesel Euro 5 si sposta ora sull’attuazione: trasporto pubblico, mobilità ciclabile, smart working e incentivi dovranno essere tradotti in strumenti concreti. Sarà proprio la disponibilità delle risorse a misurare la distanza tra le dichiarazioni politiche e gli effetti per cittadini, lavoratori e imprese.































