
Riccardo Szumski interviene sulla vertenza Electrolux e sollecita la Regione Veneto a difendere occupazione, stabilimenti e filiera produttiva.
I licenziamenti Electrolux annunciati nel piano industriale rappresentano, secondo il consigliere regionale Riccardo Szumski, un danno sociale che richiede una risposta più incisiva da parte della Regione Veneto. Il consigliere richiama la mobilitazione dei lavoratori e chiede che la vertenza resti al centro del confronto istituzionale. Il quadro regionale delle politiche per l’occupazione è disponibile nel portale lavoro della Regione Veneto.
L’intervento arriva nel giorno della protesta unitaria nazionale organizzata a Cerreto d’Esi contro chiusure e tagli. Dal Veneto hanno partecipato circa 250 lavoratori, partiti soprattutto dallo stabilimento di Susegana, per chiedere il ritiro del piano e garanzie sul futuro industriale del gruppo.
La mobilitazione e le richieste sindacali sono state ricostruite nell’articolo sulla protesta Electrolux con la delegazione veneta. La nuova presa di posizione di Szumski concentra invece l’attenzione sulla responsabilità politica della Regione e sulle ricadute territoriali delle scelte aziendali.
Licenziamenti Electrolux, la richiesta politica alla Giunta regionale
Szumski sostiene che la perdita di posti di lavoro non possa essere trattata soltanto come una voce di riorganizzazione aziendale. A suo giudizio, ogni esubero incide sulle famiglie, sull’indotto e sulle competenze industriali costruite negli stabilimenti. Per questo invita la Giunta regionale a intervenire “di peso” nei tavoli con azienda, Governo e organizzazioni sindacali.
La posizione espressa dal consigliere è un commento politico alla vertenza e va distinta dai dati negoziali ancora in discussione. Il piano contestato dai sindacati comprende chiusure e riduzioni di personale in diversi siti italiani; per il Veneto il punto centrale resta la tutela dello stabilimento di Susegana e della sua capacità produttiva.
Secondo Szumski, la Regione dovrebbe utilizzare tutti gli strumenti istituzionali disponibili per chiedere un progetto industriale credibile, salvaguardare i livelli occupazionali e impedire che la riorganizzazione indebolisca stabilmente il tessuto manifatturiero. La richiesta riguarda anche l’indotto, che può subire conseguenze indirette in caso di ridimensionamento della produzione.
Il confronto sui licenziamenti Electrolux proseguirà nei tavoli nazionali e territoriali. La mobilitazione dei lavoratori e le dichiarazioni politiche aumentano la pressione sull’azienda, ma saranno gli impegni formalizzati nel negoziato a determinare le tutele effettive per occupazione, stabilimenti e futuro della produzione.






























