Dal provvedimento disciplinare perché denunciò l’emergenza PFAS della Miteni a Cavaliere della Repubblica: la rivincita del dott. Vincenzo Cordiano

Il prossimo 27 dicembre a Vicenza ci sarà la cerimonia per il conferimento del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana al dott. Vincenzo Cordiano. Il nome compare tra quelli pubblicati in Gazzetta Ufficiale, soddisfazione per la rete ecologista vicentina dopo gli anni difficili dell'inquinamento di PFAS della Miteni di Trissino.

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Vincenzo Cordiano Cavaliere
Il dott. Vincenzo Cordiano, presidente di ISDE - Medici per l'ambiente Veneto.

Il prossimo 27 dicembre, Vicenza ospiterà una cerimonia che ha il sapore del riscatto per un intero territorio. Il dott. Vincenzo Cordiano, medico simbolo della lotta contro l’inquinamento di PFAS, verrà insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Tra i nomi scritti nero su bianco nel decreto del 2 giugno 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il successivo 6 agosto, c’è infatti anche quello del presidente di ISDE Veneto. 

Vincenzo Cordiano, 71 anni, è un medico esperto di tumori, il primo a notare un eccesso di mortalità in quella che poi sarebbe diventata la zona rossa dell’inquinamento di PFAS derivante dalla Miteni di Trissino. Cordiano, all’epoca, era il responsabile degli ambulatori di Ematologia Generale ed Oncoematologia a Valdagno e nei suoi confronti venne avviato un procedimento disciplinare da parte dell’allora Ulss 5. Il motivo? Aveva lanciato l’allarme di quella che si sarebbe rivelata la più grande contaminazione di PFAS che l’Europa abbia mai conosciuto.

La prestigiosa onorificenza dedicata a tutto il movimento No PFas

Il prestigioso riconoscimento a Cordiano rappresenta e rende orgogliosa un’intera comunità che ha combattuto fianco a fianco a lui per denunciare il maxi inquinamento di PFAS che è arrivato a contaminare tre provincie e 350 mila persone. “Lo considero come un riconoscimento per tutto il movimento, ci siamo impegnati facendo le cose seriamente, non terrorizzando la popolazione, senza andare a incutere timore o a diffondere notizie false, come andavano dicendo” racconta Cordiano ai taccuini di Vipiù, dedicando il prestigioso titolo proprio al movimento No Pfas. 

Rete Zero PFAS Italia

Cordiano parla di un riconoscimento personale, ma soprattutto per tutti coloro che l’hanno appoggiato e che hanno creduto in lui, a partire da chi ha contribuito a sensibilizzare la popolazione, organizzando il movimento. “Un grazie va anche a VicenzaPiù perché nel 2013 era praticamente la prima, se non l’unica, testata che pubblicava le mie lettere e i miei commenti” spiega.

Cordiano racconta di aver saputo soltanto nei giorni scorsi dell’onorificenza, quando la sorella, passando in rassegna le righe del decreto della Presidenza della Repubblica ha scovato nome e cognome del fratello. È stata infatti proprio la sorella del dott. Cordiano a farsi promotrice per il conferimento dell’onorificenza, l’ormai prossimo “Cavaliere” ci confida di essere stato contattato la prima volta nell’agosto del 2025 dal maresciallo dei carabinieri di Valdagno. “Mi chiese se volevo rispondere ad alcune domande perché in prefettura era arrivata questa richiesta di riconoscimento” continua il presidente di ISDE Veneto.

La sorella del dott. Cordiano è stata la principale promotrice della nomina a Cavaliere della Repubblica

La sorella del medico simbolo dell’emergenza PFAS della Miteni ha poi scritto a decine di enti, comuni e associazioni, affinché potessero sostenere la candidatura. In tanti, conoscendo la professionalità e le conoscenze del dott. Cordiano hanno presto accettato, primo tra tutti il comune di Arzignano. “Io non ne sapevo nulla fino all’altro sabato” confessa l’ex responsabile degli ambulatori di Ematologia Generale ed Oncoematologia dell’ospedale di Valdagno.

cordiano cavaliere
Il dott. Vincenzo Cordiano è tra i nuovi Cavalieri dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Cordiano non ha ancora ricevuto dalla Presidenza della Repubblica le motivazioni del conferimento del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, che con ogni probabilità riguarderà in primis l’impegno contro la diffusione dei PFAS nell’ambiente, ma non è da escludere che possa riguardare anche l’impegno profuso durante la pandemia di Covid-19. “Sono tornato in servizio come volontario dopo essermi licenziato quando c’era carenza di medici e infermieri” racconta Cordiano.

Vincenzo Cordiano nel 2018 si era infatti licenziato, “non mi consentivano di fare più il mio mestiere” spiega. Prima della fusione delle Ulss, Cordiano gestiva infatti i servizi di oncoematologia dell’Ulss 5, dopodiché il reparto di ematologia unificato decise di occuparsi anche dei pazienti che precedentemente erano nel reparto di Valdagno. “Non facevo neanche tutte le ore di lavoro, invece di starmene a leggere i giornali come altri miei colleghi, me ne andavo via prima e mi tiravano via alla fine dell’anno dai 1500 ai 2000 euro all’anno di ore non lavorate perché non mi sembrava corretto. Ho deciso poi di andarmene nel dicembre 2018” conclude.

Dopo la denuncia dell’eccesso di mortalità diffide e provvedimenti disciplinari

La storia professionale del dott. Vincenzo Cordiano è stata infatti travagliata e piena di ostacoli a partire da quando ha denunciato un eccesso anomalo di mortalità per malattie tumorali, proprio nell’ex Ulss 5. Il calvario professionale del dott. Cordiano è cominciato nel 2013, quando, racconta, “mi fu comminata la prima censura, il direttore sanitario era stato incaricato dal direttore generale di darmi una punizione esemplare”. Il tutto non si fermò al provvedimento disciplinare, dopodiché cominciarono una serie di diffide da parte della Coldiretti e dell’Ulss. “Noi chiedevamo semplicemente che si facessero le stesse cose che venivano fatte negli Stati Uniti: analisi nell’acqua, controllo degli alimenti, indagini epidemiologiche” spiega Cordiano. 

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Il dott. Vincenzo Cordiano (a destra) al recente convegno organizzato dalla Rete Zero Pfas Italia nell’ambito dell’Ecofesta di Arzignano

Nel 2017 Cordiano fece poi un comunicato stampa in cui si riprendevano le critiche del Ministero della Sanità e dell’Istituto Superiore di Sanità riguardo l’utilizzo della plasmaferesi come trattamento clinico terapeutico per i PFAS, come era stato proposto in Veneto. “Ricevetti una lettera dall’avvocato dell’Ulss con cui venivano raccolti tutta una serie di articoli che avevo scritto, interviste ai media minacciando il licenziamento” spiega. Cordiano dimostrò che però prima di fare rumore aveva mandato all’Ulss tutte le proprie supposizioni e dubbi sul fatto che i PFAS fossero pericolosi: “non mi avevano mai risposto, mai chiesto di parlarmi, io avevo però tenuto tutto”. 

L’impegno di Cordiano per sensibilizzare la popolazione dai rischi dei PFAS

Sempre nel 2017 la giunta regionale guidata da Luca Zaia arrivò a scrivere all’Ordine dei Medici di Vicenza, “aveva raccolto un dossier in carta patinata dove aveva raccolto tutte le mie interviste e presentazioni” racconta Cordiano. “Si trattava di un vero e proprio dossieraggio, in cui chiedevano di prendere provvedimenti nei miei confronti poiché venivano messe in discussione la serietà della Regione e anche dell’Ordine dei Medici perché andavo dicendo cose false” spiega. 

“Ho sempre operato secondo il codice deontologico, l’articolo 5 dice che i medici devono fornire informazioni scientificamente valide alla popolazione e ai propri pazienti sui rischi alla salute connessi con l’esposizione all’inquinamento” racconta l’ormai prossimo Cavaliere della Repubblica. “L’articolo 4 mi piace ancora di più, dice che il medico nell’esercizio della sua professione non deve guardare in faccia nessuno, deve fare solo gli interessi del paziente – continua Cordiano -. Dopo che ricordai al presidente dell’Ordine dei Medici i due articoli chiuse la pratica senza prendere nessun provvedimento”. 

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Lo stabilimento della Miteni di Trissino

Ora il medico che portò alla luce del sole il più grande inquinamento d’acqua d’Europa è in pensione e gira l’Italia per mettere in guardia dalla pericolosità dei PFAS, concedendosi anche una grande passione: “Mi sono dedicato all’apicoltura biologica, allevo un po’ di api e cerco di autoprodurre verdure nel mio orto sperando che sia il meno contaminato possibile”.

Rete Zero Pfas e ISDE si congratulano con Cordiano per l’onorficienza di Cavaliere

Nelle scorse ore tra le tante congratulazioni pervenute, anche quelle di ISDE, associazione di cui Cordiano è membro e presidente della sezione veneta. “Il suo impegno in ISDE pone al centro il legame tra tutela dell’ambiente e protezione della salute, portando le competenze mediche e scientifiche nel confronto pubblico sulla contaminazione da PFAS”. “Cordiano – continuano – è una figura di riferimento per le comunità coinvolte e per il movimento che, in Veneto e a livello nazionale, chiede prevenzione, trasparenza e interventi contro l’inquinamento”.

La Rete Zero Pfas Italia ha poi espresso profonda riconoscenza e stima a Cordiano. “Questo riconoscimento non premia soltanto un singolo medico, ma accende un faro istituzionale sulla bontà e sulla necessità della battaglia che portiamo avanti insieme da anni: difendere il diritto all’acqua pulita, alla salute dei cittadini e al futuro dei nostri territori” sono le parole espresse dalla rete ecologista che riunisce numerosi comitati e associazioni del Veneto e non solo.

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Il dott. Cordiano verrà insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana il prossimo 27 dicembre presso la prefettura di Vicenza

La data da segnare in rosso nell’agenda è ora quella del 27 dicembre, una delle due date, assieme al 2 giugno, in cui vengono consegnati i conferimenti e che coincide con il 79° anniversario della promulgazione della Costituzione. Sarà come ogni anno il prefetto di Vicenza durante una cerimonia a consegnare l’onorificenza a Cordiano, ma con lui ci sarà tutta una comunità che lo ha sostenuto e che ha combattuto per la tutela di salute e ambiente e soprattutto per il diritto di avere un’acqua che possa essere quantomeno potabile.