Tangenziale est di Vicenza, cresce la contrarietà dei residenti di Ospedaletto per la “terza opzione”, nato un Comitato per il no

Oltre 100 nuclei famigliari, soprattutto di Ospedaletto e Lisiera, hanno aderito al Comitato Palladio Lisiera, nato per contrastare la "terza opzione" della tangenziale est di Vicenza. Dopo l'assemblea pubblica del 22 settembre tra i residenti le preoccupazioni sono cresciute in attesa del documento di fattibilità che dovrebbe arrivare ad inizio 2027

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terza opzione tangenziale est
Il tratto di campagna che attualmente si trova tra il quartiere e la linea ferroviaria Vicenza-Treviso (oltre gli alberi) è interessato dal progetto della "terza opzione" della tangenziale est.

L’ormai nota come “terza opzione” non convince tutti, anzi, a Lisiera e più precisamente a Ospedaletto, è nato anche un Comitato che raccoglie le contrarietà di circa un centinaio di famiglie. Il tema è quello del tracciato della tangenziale est di Vicenza, in altre parole il prolungamento di via Aldo Moro, che da 40 anni è al centro delle discussioni per via delle criticità dei precedenti progetti e la contrarietà dei residenti di Ospedaletto e Anconetta. 

Il 22 settembre si era tenuta a Ospedaletto un’affollata assemblea pubblica, durante la quale si era lasciato intuire di voler abbandonare o comunque lasciare a margine le ipotesi progettuali precedenti, definite “Anconetta” e “Ospedaletto” e accelerare sulla terza opzione, che aveva iniziato a prendere piede alla fine dello scorso anno.

Tra gli interventi previsti anche lo spostamento del casello di Vicenza Nord

La prosecuzione a nord di via Aldo Moro scavalcherebbe la linea ferroviaria Vicenza-Treviso con un cavalcavia, mantenendosi parallela ai binari fino a raggiungere la Valdastico A31 tra Lisiera e Ospedaletto. Nel territorio in comune di Bolzano Vicentino è prevista anche la costruzione di un nuovo casello di Vicenza Nord, che verrebbe spostato più a sud rispetto all’attuale, oltre che ammodernato ad una capacità maggiore, a ciò si aggiungerebbe la costruzione ex novo di tutta una serie di ulteriori infrastrutture.

vicenza nord
Tra i progetti connessi alla realizzazione della “terza opzione” del prolungamento di via Aldo Moro c’è anche lo spostamento e ammodernamento dell’attuale casello autostradale di Vicenza Nord.

Il Comitato Palladio Lisiera si è costituito soltanto qualche giorno fa, più precisamente l’8 ottobre, a seguito dell’emergere di non poche perplessità durante l’affollata assemblea del 22 settembre, alla quale avevano preso parte tra gli altri anche i sindaci di Vicenza e Bolzano Vicentino, rispettivamente Possamai e Cracco, oltre che la società Autostrada Brescia Padova. La maggior parte dei membri del Comitato sono residenti nell’area del “Villaggio Acque” di Ospedaletto, un quartiere residenziale sorto negli ultimi anni a sud rispetto al vecchio tracciato della Postumia.

Le preoccupazioni dei residenti riuniti nel Comitato Palladio Lisiera

Non è ancora stato chiarito se il prosieguo di via Aldo Moro sarà a 2 o a 4 corsie, in ogni caso dovrà mantenersi ad almeno 50 metri dai binari della Vicenza-Treviso, sorgendo dunque in terreno agricolo ad oggi coltivato. Vista la larghezza relativamente limitata del lembo di terra tra ferrovia e quartiere, secondo il Comitato, le abitazioni più a sud si troveranno ad avere una distanza di circa 150 metri rispetto alla futura tangenziale. “Si tratta di una soluzione assurda dal punto di vista tecnico ed impattante sul territorio” spiegano senza girarci troppo attorno Andrea Onori e Michele Molari, entrambi del direttivo del Comitato.

terza opzione tangenziale est
Una delle slide illustrate durante l’assemblea del 22 settembre e che rappresenta il tracciato della “terza opzione” della tangenziale est e le opere connesse, come lo spostamento a sud del casello di Vicenza Nord.

Onori e Molari hanno poi raccontato ai taccuini di ViPiù di aver provato non poco stupore, quando, durante l’ormai nota assemblea del 22 settembre, nel presentare il tracciato della terza ipotesi siano stati snocciolati tutta una serie di ulteriori interventi aggiuntivi che non erano mai emersi per le altre due soluzioni progettuali precedenti. “Non ci convince che per superare l’aperta contrarietà delle comunità di Vicenza si siano adombrate altre urgenti necessità – continuano i referenti del Comitato Palladio Lisiera con un pizzico di ironia – si tratta del nuovo casello con un polo intermodale dotato di parcheggio scambiatore, lo spostamento della stazione ferroviaria di Lisiera e il capolinea per la linea blu del Brt”.

Dal Comitato fanno poi notare che l’area interessata dal nuovo casello e dagli altri interventi previsti è notoriamente e spesso allagata in caso di pioggia intensa, “le nuove opere giocoforza dovrebbero essere realizzate alzando il piano campagna, inevitabilmente inondando poi le nostre vie” spiegano.

Il documento di fattibilità della terza opzione atteso ad inizio 2027

Un progetto non c’è ancora, è atteso nei primissimi mesi del 2027, ma stando a quanto rappresentato nelle slide della società Autostrada Brescia Padova, il nuovo casello con polo intermodale e parcheggio scambiatore, la nuova stazione di Lisiera e il capolinea per la linea blu del Brt si troverebbero, per usare le parole del Comitato, in un unico ed angusto luogo. Gli spazi tra Valdastico, linea ferroviaria e quartiere sono ristretti e secondo il Comitato Palladio Lisiera saranno inevitabili sfratti ed espropri, in particolare per quel che riguarda alcune abitazioni sparse nella campagna. “Invece di risolvere i problemi dell’area, lì si acuisce, spostandoli ancora più a ridosso di un quartiere densamente abitato” spiegano, evidenziando il timore di un aumento considerevole dell’inquinamento atmoferico.

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Un altro scatto della campagna, attualmente coltivata, che sarebbe interessata dal tracciato della “terza opzione”.

Negli scorsi giorni il direttivo del Comitato ha incontrato anche l’amministrazione comunale di Bolzano Vicentino, che ha precisato che “nulla è stato deciso e nessun atto di giunta e/o consiglio comunale è stato siglato finora”. Secondo quanto riportato dal Comitato, per l’amministrazione guidata da Lorenzo Cracco se si dovesse considerare la 3° soluzione come “la migliore“, la si analizzerebbe e si prenderebbe in seria considerazione il parere dei cittadini nel rispetto dei ruoli.

Il tracciato della “terza opzione” sarebbe più lungo delle altre due ipotesi

Secondo quanto emerge, si sarebbe ormai prossimi alla realizzazione del documento di fattibilità, sono infatti già in corso proprio in questi giorni le prospezioni idrogeologiche nel territorio in cui sorgerebbe la nuova arteria stradale. Intanto, analizzando il tracciato di massima, è evidente come rispetto alle due soluzioni precedenti la lunghezza della tangenziale sarebbe notevolmente maggiore rispetto alle altre due ipotesi di progetto. Il consumo di suolo crescerebbe di conseguenza, senza dimenticare un impatto visivo e acustico non trascurabile, vista la necessità di alzare il manto stradale dal piano campagna.

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L’attuale via Aldo Moro termina attualmente in Strada Bertesina ed è in fase di studio il prolungamento a nord.

Secondo Michele Molari e Andrea Onori inoltre, ci sarebbe stata una progettazione urbanistica errata: negli ultimi anni infatti sono numerose le abitazioni edificate nelle lottizzazioni del quartiere e concluse anche poche settimane fa, che rischiano ora di trovarsi a circa 150 metri dalla nuova tangenziale. Onori guarda già avanti e, in vista di un possibile proseguimento a nord della tangenziale chiede di individuare un possibile tracciato e che le amministrazioni sviluppino il territorio con coerenza in base ai progetti futuri: “non siamo contro le infrastrutture ma contro una concentrazione vicino alle abitazioni, nessuno ci ha spiegato perché hanno aggiunto tutta una serie di nuovi progetti a quello della tangenziale”.

Il Comitato Palladio Lisiera intanto promette battaglia e sta cercando di raggiungere “la massa critica” per potersi avvalere economicamente di supporto legale e tecnico adeguato: “un aiuto di cui speriamo di non avere bisogno ma che non esiteremo a mettere in campo, perché noi e le nostre famiglie viviamo nel quartiere e le nostre case sono il frutto del lavoro di una vita”.