
L’autovelox di via Aldo Moro tornerà in funzione entro fine anno. L’annuncio è stato fatto oggi dal sindaco Giacomo Possamai assieme al commissario della Polizia Locale Michele Camarata, a margine della conferenza stampa dedicata all’operazione contro l’abbandono di rifiuti.
Il 15 ottobre la Polizia Locale ha provveduto allo smontaggio dell’autovelox su cui pendevano i sigilli imposti dal GIP e dalla Procura della Repubblica di Cosenza. Il dispositivo è stato recuperato dalla ditta costruttrice che ne eseguirà la revisione, essendo stato anche senza corrente elettrica.
Il sindaco auspica venga rimontato entro fine novembre, per poi provvedere a inizio dicembre alla nuova taratura e al verbale di verifica della funzionalità, come da disposizioni del nuovo Decreto Autovelox.
Verrà quindi riattivato entro fine anno, con la possibilità poi di ricominciare a eseguire gli accertamenti. L’autovelox di via Aldo Moro è stato inserito dalla Prefettura nell’analisi dei dispositivi ed è stato ritenuto idoneo, avendo ricevuto anche l’omologazione secondo il Decreto voluto dal ministro Matteo Salvini.

I dispositivi spenti dalla Procura di Cosenza
A seguito del provvedimento del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cosenza e della Procura che nel luglio 2024 avevano disposto il sequestro e la disattivazione degli autovelox modello T-Exspeed v.2.0 (prodotti da Kria Srl e commercializzati da Lab Consulenze) nel territorio comunale cosentino, erano stati spenti anche gli autovelox di diverse città italiane che avevano installato gli stessi dispositivi.
Gli accertamenti effettuati al tempo avevano consentito di appurare, non solo la mancata omologazione, ma anche l’assenza del prototipo del sistema di rilevamento, elementi indispensabili per accertare la legittimità delle violazioni rilevate da tali sistemi.
Anche Vicenza a febbraio 2025 aveva subito la stessa sorte, con il sequestro delle apparecchiature; l’azione del GIP si fondava sulla mancata omologazione del modello di rilevatori di velocità T-Exspeed v2. In città erano stati disattivati i rilevatori di velocità sulla frequentatissima via Aldo Moro che solo in due anni e mezzo di vita avevano portato a 33.550 sanzioni.
Le nuove regole del Decreto autovelox
Il Decreto dell’8 giugno 2026 infatti disciplina «caratteristiche, dei requisiti e delle procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi e dei sistemi per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità ai sensi dell’articolo 142 del codice della strada».
Il provvedimento – atteso dal 1992 – interviene anche su dispositivi per velocità istantanea e sistemi per velocità media, oltre a disciplinare i controlli iniziali e periodici e individuare le responsabilità di produttori e utilizzatori.
Sono stati 3.150 quelli regolarmente in funzione perché in possesso dei requisiti, mentre per effetto della riforma, sono risultati 850 quelli non più considerati idonei, come indicato dal Ministero, e per cui servirà una nuova omologazione per tornare operativi. I numeri più consistenti hanno riguardato Lombardia (144), Piemonte (131), Toscana (69), Emilia Romagna (94), Friuli (47), Veneto (84).
In provincia di Vicenza sono stati spenti 13 autovelox in seguito all’entrata in vigore della riforma voluta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
L’assessore Cristiano Spiller, dopo lo sblocco del Ministero, aveva richiesto la ripresa dei controlli con il telelaser da parte della polizia locale di Vicenza sulle strade con maggiore incidentalità, tra cui la Strada Marosticana.
Certo è che sarebbe auspicabile estendere i controlli anche con impianti fissi – che potendo rilevare la velocità in qualsiasi istante della giornata possono garantire una vera riduzione della velocità in modo permanente, e dunque di incidere sulle abitudini degli automobilisti. Il codice della strada impone però limiti stringenti per l’installazione di tali dispositivi.



































