Maxi fotovoltaico di Bolzano Vicentino nell’area Ipab: sindaco e comitato ricevuti in Regione in attesa del progetto

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fotovoltaico in terreni agricoli
Fotovoltaico in terreni agricoli (immagine d'archivio).

Non si ferma l’accesa discussione attorno al maxi impianto fotovoltaico a terra che dovrebbe sorgere in suolo agricolo lungo l’autostrada Valdastico in comune di Bolzano Vicentino. Si parla di ben 80 ettari, pari a una lunghezza di 4 chilometri lungo il tracciato della A31 e che comprenderebbe anche parte dei terreni di proprietà dell’Ipab di Vicenza.

Il progetto non è stato ancora formalmente presentato per la Valutazione di Impatto Ambientale, ma il presidente dell’Ipab, Achille Variati, a maggio aveva confermato l’accordo con la multinazionale spagnola Exus per il diritto di superficie per poter costruire un impianto fotovoltaico capace di produrre 40 MWh. Da allora erano poi scaturite non poche preoccupazioni tra i residenti, che si sono riuniti nel Comitato CampiVerdi, da mesi impegnato nella sensibilizzazione e contrasto al progetto. La contrarietà era poi arrivata anche da parte del Comune di Bolzano Vicentino, che il 1 luglio scorso durante un consiglio comunale aveva espresso il proprio no, accogliendo così le istanze del Comitato.

La Regione nell’interrogazione: “non si ha la possibilità di intervenire”

La questione era arrivata anche sotto i riflettori della Regione Veneto, che negli ultimi giorni di agosto, rispondendo ad un’interrogazione presentata da Riccardo Szumski aveva fatto sapere che “in assenza di previsione di uno specifico procedimento autorizzatorio, non si ritiene che la Regione abbia la possibilità di intervenire in tale ambito”. 

area ipab bolzano
L’area dove verrebbero posti i pannelli fotovoltaici è prevalentemente ad uso agricolo e quindi coltivata.

La novità degli ultimi giorni è però che Silvia Bertoldo, rappresentante di CampiVerdi, e il sindaco di Bolzano Vicentino, Lorenzo Cracco, sono stati ricevuti proprio a Palazzo Balbi. Ad ascoltare il primo cittadino e la referente dei cittadini sono stati il 17 settembre scorso la seconda e terza commissione consiliare regionale, capitanate rispettivamente da Elisa De Berti e da Roberto Marcato. 

“È stato positivo che ci abbiano ricevuto. Abbiamo cercato di evidenziare come un’area definita idonea dalla normativa nazionale, soltanto perché collocata lungo un’autostrada, non sia necessariamente marginale, residuale o già compromessa e non possa quindi essere valutata esclusivamente sulla base di un criterio cartografico” ha spiegato Silvia Bertoldo ai taccuini di Vipiù. La fascia di 300 metri adiacente all’autostrada è infatti considerata dal Testo unico per le energie rinnovabili come area idonea ex lege. 

Attesa per la presentazione del progetto, poi 30 giorni per le osservazioni

L’attesa intanto è per la presentazione del progetto da parte del privato per la VIA nazionale, che era inizialmente attesa per metà settembre, ma non è ancora avvenuta. “La Regione è uno degli attori che sarà presente in Conferenza dei Servizi e quindi ha comunque il suo peso nell’espressione del parere in fase di Conferenza dei Servizi, è quindi importante che dia il suo contributo alla valutazione che sarà poi fatta complessivamente a livello ministeriale” spiega invece il portavoce del Comitato Gianluca Pegoraro. 

fotovoltaico a bolzano
La mappa realizzata dal Comitato CampiVerdi rappresenta la fascia potenziale nella quale si svilupperebbe il parco fotovoltaico, all’interno della fascia gialla alcuni proprietari hanno negato l’utilizzo alla multinazionale spagnola.

Cittadini e Comune si stanno dunque preparando per la presentazione delle osservazioni al progetto, che potrà avvenire nei 30 giorni successivi alla pubblicazione della pratica sul portale del MASE. Il Comune di Bolzano Vicentino ha infatti incaricato uno studio legale, ma anche i cittadini intendono far valere la propria voce, “ci siamo organizzati con tecnici, sia legali che urbanistici e ambientali, per studiare già da adesso le possibili situazioni e farci trovare pronti” spiegano dal Comitato.

Il terreno su cui giacerebbe l’impianto a Bolzano è territorio agricolo

I cittadini riuniti nel Comitato CampiVerdi non si dicono contrari alla transizione energetica verso fonti rinnovabili, ma chiedono che venga valutato attentamente l’impatto che un impianto di queste dimensioni potrebbe portare nel territorio. “La norma nazionale è stata scritta in modo molto generale e ritiene idonee le aree intorno alle autostrade – spiega il portavoce del Comitato CampiVerdi Gianluca Pegoraro -. Nel nostro caso si tratta di un territorio agricolo ancora produttivo, strutturato e riconoscibile, nel quale convivono aziende e filiere di qualità, prati stabili, una storica rete delle acque, abitati e valori paesaggistici“.

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La panoramica della campagna rurale nella quale verrebbero posti i pannelli fotovoltaici.

Un’ulteriore riflessione che il Comitato propone riguarda il fatto che il progetto sia promosso da un soggetto non radicato nel territorio: “l’investitore o il gestore possono cambiare nel tempo, ma gli obblighi nei confronti del territorio e della comunità devono rimanere pienamente esigibili“. “È ancora presto per capire se vi saranno sviluppi concreti, ma riteniamo sia stato importante portare il tema sul tavolo regionale e far sentire la voce del territorio” ci racconta la rappresentante del Comitato Silvia Bertoldo.

L’equilibrio tra necessità di convertire le fonti di energia in rinnovabile e l’importanza di non andare a sottrarre grandi quantità di terreni verdi coltivabili non è semplice, ma in tanti si chiedono: perché non coprire di pannelli fotovoltaici le zone già cementificate, spesso luoghi di degrado, oppure i tetti dei tanti capannoni invece di andare a sottrarre sempre più terreno verde e coltivato?