
La Regione aggiunge risorse al bando di luglio e programma, d’intesa con ISPRA, una formazione gratuita per affiancare le Polizie provinciali nel monitoraggio della specie.
La gestione del lupo in Veneto si arricchisce di due misure annunciate dall’assessorato regionale all’Agricoltura e alla Montagna: ulteriori 23.820 euro per gli allevatori che impiegano cani da guardiania e corsi gratuiti per formare operatori specializzati. I provvedimenti rientrano nelle politiche illustrate dalla Regione Veneto per agricoltura e aree montane.
Il contributo una tantum riguarda gli allevatori di ovicaprini che proteggono le greggi con cani addestrati. Le nuove risorse si aggiungono ai 55 mila euro già messi a bando nel mese di luglio.
L’assessore Dario Bond sottolinea che l’impiego dei cani comporta costi continui: alimentazione, cure veterinarie, addestramento e gestione quotidiana. La prevenzione degli attacchi, secondo la Regione, deve essere accompagnata da un sostegno economico alle aziende.
Il nuovo stanziamento aggiorna quindi il precedente intervento sui cani da guardiania destinati agli allevatori veneti, senza sostituirlo. La misura riconosce che la predazione incide non solo sul valore degli animali persi, ma anche sull’organizzazione del lavoro.
Lupo in Veneto, formazione concordata con ISPRA
La seconda iniziativa riguarda corsi gratuiti per operatori addetti al monitoraggio e coadiutori nelle attività di gestione. Il programma è stato elaborato d’intesa con ISPRA, l’istituto nazionale competente per la protezione e la ricerca ambientale.
L’obiettivo è creare personale qualificato capace di affiancare le Polizie provinciali nelle attività sul territorio. Monitoraggio, raccolta di dati e verifica delle situazioni problematiche richiedono procedure omogenee e competenze riconoscibili.
I corsi dovranno chiarire ruoli, strumenti operativi e limiti delle diverse attività. La formazione non coincide con una decisione automatica sugli interventi, che restano sottoposti alle norme nazionali ed europee e alle autorizzazioni necessarie.
Le aree montane segnalano da tempo difficoltà legate alla protezione delle greggi e alla continuità delle attività tradizionali. Recinzioni, presenza umana e cani da guardiania possono ridurre il rischio, ma comportano investimenti e una gestione costante.
Con le nuove misure sul lupo in Veneto, la Regione punta a combinare prevenzione e capacità tecnica. L’efficacia dipenderà dall’accesso degli allevatori ai fondi, dalla qualità dei corsi e dal coordinamento con gli enti competenti.




































