
L’associazione Padri in Movimento ha attivato a proprie spese la linea gratuita 800 031 667. Nei primi giorni sono arrivate dodici telefonate e le adesioni sono aumentate del 30 per cento.
Il numero verde per padri separati è partito dal Trentino come servizio pilota promosso da Padri in Movimento. La linea gratuita 800 031 667 è stata attivata a proprie spese da Luca Valentini, coordinatore dell’associazione per il Trentino-Alto Adige, dopo che le richieste inviate alle istituzioni non avevano ricevuto risposta.
Secondo i dati diffusi dall’organizzazione, nei primi giorni di attività sono giunte oltre dodici telefonate da persone in condizioni di ansia, panico o forte difficoltà. Nella stessa settimana la segreteria ha registrato un aumento del 30 per cento delle email e delle domande di adesione, provenienti da padri, madri, nonni e altri familiari.
Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 18.30 alle 20.30, e il sabato dalle 9.30 alle 12.30. Prevede un primo ascolto con un operatore, senza segreteria telefonica, seguito da un orientamento legale, psicologico e finanziario e dall’eventuale attivazione della rete territoriale di mutuo aiuto.
Numero verde per padri separati, la richiesta di una linea statale
Padri in Movimento chiede che l’esperienza locale diventi un servizio nazionale pubblico, sul modello delle linee dedicate alle persone vittime di violenza. L’associazione richiama in particolare i casi di violenza fisica, psicologica ed economico-finanziaria e le conseguenze delle separazioni conflittuali sui rapporti tra genitori e figli.
La nuova iniziativa rappresenta un’evoluzione della precedente richiesta di un numero verde nazionale per i padri vittime di violenza: in attesa di una decisione istituzionale, l’organizzazione ha avviato direttamente il presidio telefonico e ne sta misurando l’utilizzo.
Valentini sostiene che il problema rimanga poco visibile nonostante il numero di famiglie coinvolte. La linea è rivolta anche a nonni, madri e sorelle che affrontano le ricadute di separazioni complesse. Informazioni e contatti della rete sono disponibili nel sito ufficiale di Padri in Movimento, mentre l’associazione annuncia che continuerà a sollecitare un intervento dello Stato.





























