Case popolari in Veneto, la commissione licenzia la riforma dei requisiti e dei controlli

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Riforma delle case popolari in Veneto, edificio di edilizia residenziale pubblica

La riforma delle case popolari in Veneto supera il passaggio in Seconda commissione: il Pdl 122 modifica le regole regionali sull’edilizia residenziale pubblica.

Il progetto di legge, presentato dalla consigliera Elisa De Berti, interviene sulla legge regionale 39 del 2017. L’obiettivo dichiarato è riservare gli alloggi a chi mantiene i requisiti previsti, rafforzare i controlli sull’utilizzo degli immobili e migliorare il monitoraggio dei risultati. L’iter è consultabile attraverso l’attività del Consiglio regionale del Veneto.

Il provvedimento è stato licenziato a maggioranza e passerà ora all’esame dell’aula. Il tema riguarda un settore nel quale domanda e disponibilità restano distanti, come mostra anche la recente graduatoria per le case popolari di Vicenza, che ha accolto 1.083 domande su 1.133 presentate.

Riforma delle case popolari in Veneto: cosa cambia

Il testo punta ad aggiornare i requisiti di accesso e di permanenza negli alloggi, prevedendo verifiche più efficaci e una maggiore capacità di valutare l’andamento delle assegnazioni. La finalità indicata dai proponenti è impedire utilizzi non conformi e liberare le abitazioni quando vengono meno le condizioni richieste dalla legge.

De Berti svolgerà il ruolo di relatrice in aula, mentre il consigliere Jonatan Montanariello è stato indicato come correlatore. Durante la seduta la commissione ha inoltre espresso pareri su criteri di contribuzione relativi al Comune di Povegliano Veronese e sui programmi annuali di finanziamento per parchi e piani ambientali.

È stato presentato anche un progetto di legge sull’agricoltura verticale, affidato alla consigliera Silvia Rigo. Il passaggio centrale della seduta resta però la revisione dell’edilizia residenziale pubblica, destinata a incidere su assegnatari, enti gestori e amministrazioni locali dopo il voto definitivo del Consiglio.