
Un drone nel carcere di Vicenza avrebbe trasportato cinque telefoni cellulari e 30 grammi di hashish, intercettati e sequestrati dalla Polizia penitenziaria.
L’episodio è stato riferito dal segretario locale di Al.Si.P.Pe. Massimo Catalano. Secondo la ricostruzione sindacale, il materiale è stato individuato durante i controlli nella casa circondariale di San Pio X prima che potesse essere distribuito all’interno dell’istituto. Per informazioni istituzionali sulle attività del Corpo resta disponibile il portale della Polizia penitenziaria.
La segnalazione si inserisce in una fase già segnata da tensioni e carenze di personale. Nei giorni scorsi il tema era emerso anche dopo il ferimento di cinque agenti nel carcere di Vicenza, con nuove richieste di intervento sulla sicurezza e sull’organico.
Drone nel carcere di Vicenza e controlli tecnologici
Al.Si.P.Pe. attribuisce il risultato alla professionalità e alla rapidità degli agenti in servizio, che avrebbero bloccato sia i dispositivi sia la sostanza stupefacente. Il sindacato sottolinea tuttavia che l’impiego dei droni per superare le recinzioni degli istituti è un fenomeno in crescita e richiede strumenti tecnici in grado di rilevare e contrastare i voli non autorizzati.
Catalano collega l’episodio alle difficoltà dell’istituto vicentino e alle carenze di organico denunciate in precedenza. Annuncia inoltre un incontro con il vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Rucco, previsto nei prossimi giorni per verificare le condizioni della struttura e approfondire i problemi segnalati dal personale.
La ricostruzione diffusa dal sindacato dovrà accompagnarsi agli eventuali accertamenti investigativi sulla provenienza del drone e sui destinatari del carico. L’immagine scelta mostra l’esterno della casa circondariale di San Pio X e non ritrae persone riconoscibili estranee alla notizia.































