
I tagli alla scuola previsti dalla manovra per il 2027 ridurrebbero di 6.974 unità gli organici di docenti e personale Ata: il CNDDU chiede al Governo di cancellarli e rendere pubblici i fabbisogni territoriali.
I tagli alla scuola inseriti nel disegno di legge di Bilancio 2027 incontrano la contrarietà del Coordinamento nazionale docenti della disciplina Diritti umani. In una nota firmata dal presidente Romano Pesavento, il CNDDU contesta la riduzione di 4.925 posti nell’organico dell’autonomia dei docenti e di 2.049 posti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario a partire dall’anno scolastico 2027-2028.
Le 6.974 unità indicate dalla relazione tecnica produrrebbero, secondo i dati richiamati dal Coordinamento, risparmi per 83,9 milioni di euro nel 2027 e per 251,7 milioni annui dal 2028. La presa di posizione si aggiunge alle critiche già espresse sui tagli agli organici della scuola pubblica, ma introduce richieste autonome rivolte al ministro Giuseppe Valditara, al Governo e al Parlamento.
Tagli alla scuola, la richiesta di dati sui fabbisogni
Il CNDDU chiede che siano pubblicate le analisi utilizzate per giustificare le nuove riduzioni e che venga chiarita la loro distribuzione territoriale. Secondo Pesavento, il calo demografico non basta da solo a dimostrare una riduzione proporzionale delle esigenze didattiche, amministrative e di vigilanza. Nelle aree interne e nei territori segnati dallo spopolamento, meno personale potrebbe aggravare fragilità organizzative già presenti.
La nota mette inoltre in relazione la contrazione degli organici con la proroga fino al 2027 del contributo, entro un tetto di 20 milioni, destinato alle famiglie con Isee non superiore a 30mila euro che iscrivono i figli a determinate scuole paritarie. Il Coordinamento non contesta il sostegno alle famiglie, ma domanda quale criterio di priorità giustifichi la contemporanea riduzione permanente delle professionalità nella scuola statale.
Tra le proposte figura la ricerca di coperture alternative attraverso una revisione selettiva delle spese correnti non obbligatorie e delle agevolazioni fiscali prive di valutazioni di efficacia. Il CNDDU chiede anche una ricognizione nazionale delle necessità effettive di personale e un piano pluriennale di riequilibrio che consideri complessità degli istituti, condizioni territoriali ed esigenze didattiche.
Pesavento sostiene infine che un risparmio contabile non coincida automaticamente con una diminuzione dei costi per la collettività, se la carenza di personale genera rallentamenti e interventi correttivi. Prima di applicare i tagli alla scuola, conclude il Coordinamento, il Governo dovrebbe dimostrare che le risorse professionali previste in riduzione non siano necessarie al funzionamento degli istituti.






























