Connecto, l’atlante di Olitec misura il costo fisico dei data center nel mondo

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Costo dei data center nella mappa mondiale di Connecto con Massimiliano Nicolini

Il costo dei data center entra in una mappa mondiale con Connecto, la piattaforma aperta di Fondazione Olitec che raccoglie oltre 18mila strutture e ne stima consumi ed effetti ambientali.

Il costo dei data center non riguarda soltanto hardware e connessioni: comprende elettricità, emissioni associate e acqua impiegata per sostenere le infrastrutture digitali. La Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca ha presentato Connecto, l’atlante interattivo dei data center, che rende consultabile questa dimensione fisica del cloud e dei servizi di intelligenza artificiale.

Alla consultazione del 31 ottobre 2026 il catalogo comprendeva 18.110 voci distribuite in 153 Paesi, delle quali 254 riferite all’Italia. La piattaforma permette ricerche per struttura, operatore, città, Paese e indirizzo, oltre a filtri sulla precisione geografica, strumenti per raggio e distanza, statistiche ed esportazione in formato CSV. Il tema si collega al confronto sulla sovranità digitale e sul ruolo strategico dei data center in Italia.

Costo dei data center, stime da interpretare con cautela

Gli indicatori annuali presentati da Connecto riguardano elettricità, anidride carbonica e acqua. La Fondazione precisa tuttavia che si tratta di stime modellizzate e non di letture dirette dei contatori. Il totale elettrico è calibrato sui 415 terawattora attribuiti dall’Agenzia internazionale dell’energia ai data center nel 2024, mentre i risultati cambiano in base alla selezione effettuata dall’utente.

Anche la localizzazione richiede attenzione. Il dataset, attribuito a Ringmast4r – Global-Data-Center-Map, include coordinate con livelli differenti di precisione: alcune individuano una struttura, altre soltanto una città o il centro geografico di un Paese. Per questo l’atlante viene presentato come strumento preliminare di conoscenza e confronto, non come censimento completo o verifica sul campo.

Il progetto richiama inoltre la Scala NIC e il Teorema di Assisi elaborati da Massimiliano Nicolini, percorsi dedicati alla misurazione dell’efficienza digitale. Nelle schede pubbliche non viene però attribuito un punteggio NIC ai singoli impianti. Il riferimento è metodologico e punta a mettere in relazione energia per bit, emissioni per bit e costo per bit.

La crescita di cloud e intelligenza artificiale rende il costo dei data center una questione industriale e territoriale. Rendere confrontabili infrastrutture e risorse può aiutare istituzioni, imprese e ricercatori a formulare domande più precise sugli investimenti, sulle reti elettriche e sulla disponibilità idrica, distinguendo le indicazioni utili dalle informazioni che richiedono ulteriori verifiche.