Minacce a Diego Ruzza, Borgia esprime solidarietà e attacca Cunegato sui toni politici

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Minacce a Ruzza, il capogruppo regionale Claudio Borgia interviene sulla vicenda
VENEZIA 11-12-2025.PALAZZO FERRO FINI.UFFICIO STAMPA CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO.. NELLA FOTO: IL CONSIGLIERE CLAUDIO BORGIA

Le minacce a Ruzza ricevono la solidarietà di Claudio Borgia, che condanna insulti e intimidazioni e contesta a Carlo Cunegato la gestione della polemica politica.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale del Veneto interviene dopo le offese e le minacce rivolte all’assessore Diego Ruzza. Borgia attribuisce l’escalation al clima creato dalla polemica sollevata dal consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra Carlo Cunegato, pur ribadendo che il dissenso politico deve restare distinto da qualsiasi intimidazione. I lavori dell’assemblea sono consultabili sul sito del Consiglio regionale del Veneto.

Al centro del confronto c’è un post di Ruzza sugli studenti e sul comportamento che avrebbe provocato, nella sua esperienza familiare, una reazione severa del padre. Borgia lo definisce ironico e quasi folkloristico, respingendo la lettura di una presunta istigazione alla violenza. Il tema si inserisce nel più ampio confronto sui toni della politica veneta.

Minacce a Ruzza, lo scontro tra Borgia e Cunegato

Secondo il capogruppo di FdI, Cunegato avrebbe stravolto il significato delle parole dell’assessore per costruire un attacco politico. Borgia sostiene che episodi simili si siano verificati anche in altre controversie regionali e chiede una riflessione sul rapporto tra critica pubblica e reazioni personali.

La solidarietà all’assessore resta il punto non negoziabile della dichiarazione: minacce e insulti non possono essere giustificati dalla durezza del confronto. Allo stesso tempo, le responsabilità politiche indicate da Borgia rappresentano la sua posizione e dovranno essere valutate nel quadro delle dichiarazioni dei protagonisti.

La vicenda delle minacce a Ruzza riapre così il tema della sicurezza degli amministratori e della necessità di mantenere il dibattito pubblico entro limiti rispettosi, anche quando la contrapposizione riguarda questioni sensibili come scuola, educazione e linguaggio istituzionale.